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Sanità, sindacati preoccupati su nomine dei manager
«Nessun ascolto da Razza, ospedali rischiano il caos»

I rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Cimo, Anpo, Fvm, Aaroi hanno parlato in vista dell'ok da parte della giunta regionale ai nuovi dirigenti delle aziende sanitarie. Le organizzazioni hanno presentato un dossier alla sesta commissione all'Ars

Miriam Di Peri

Il dialogo si è evidentemente interrotto. Tra l’assessore alla Salute Ruggero Razza e i rappresentanti sindacali della dirigenza medica e veterinaria è ormai scontro aperto, su tutti i fronti. Dalle nomine dei manager delle aziende sanitarie alle short list, dai concorsi alle liste d’attesa, fino al percorso che porterà alla costituzione dell’Areus e al nuovo 118 nell’Isola. Per questa ragione i segretari regionali dei sindacati della dirigenza medica e veterinaria hanno convocato una conferenza stampa per annunciare la presentazione di un dossier alla commissione regionale Sanità dell’Ars in cui si denunciano con nomi e cognomi tutti i presunti «favoritismi» in sanità, che i sindacati avrebbero già sottoposto all’attenzione di Razza, ma che sarebbero rimasti «lettera morta». 

Per i sindacati, dunque, non ci sarebbe alcun «segnale di discontinuità» tra il governo Crocetta e il governo Musumeci sul fronte della sanità in Sicilia. «Le prossime nomine dei manager, da quanto emerge dalla short list dei candidati, non fanno presagire nulla di buono rispetto al recente passato e inoltre è evidente la continuità ai vertici dell'assessorato alla Salute», rimarcano i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Cimo, Anpo, Fvm, Aaroi. «Non siamo per niente fiduciosi circa la capacità dell'assessorato alla Salute di controllare il sistema di nomine con direttive impartite dallo stesso assessorato. Di fatto si favorisce la totale deregulation, permettendo la totale anarchia sul territorio. Ancora una volta ciò diventa funzionale a un sistema governato da cacicchi locali dalle mani libere». Secondo i sindacati, in questi anni si sarebbe assistito «a troppi silenzi e a troppe omissioni rispetto ai richiami e agli appelli che abbiamo più volte lanciato, come la questione relativa ai titoli dei direttori generali. Dai nostri riscontri, emergono una serie di violazioni coperte da chi invece avrebbe dovuto controllare».

Nel dossier i sindacati regionali della dirigenza medico-veterinaria accendono i riflettori, ancora una volta, sull'ex direttore generale dell'azienda Arnas Civico Di Cristina Giovanni Migliore, che qualche mese fa è stato nominato direttore generale del Policlinico di Bari, con nomina della giunta presieduta da Michele Emiliano. Ma non solo. Nella memoria difensiva indirizzata alla presidente della sesta commissione all’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, ripercorrono la vicenda processuale di Matteo Tutino, l’allora medico dell’ex governatore Rosario Crocetta, le dimissioni di Lucia Borsellino dall’assessorato alla Salute e il mandato del suo successore Baldo Gucciardi. Raccontano quelli che definiscono «gli abusi nel regime di comando», ripercorrono le tappe della commissione esaminatrice dei curricula, con uno sguardo al presente e al lungo lavoro che resta ancora da fare. A partire ancora una volta dalla riforma della sanità targata Massimo Russo, approvata ormai nove anni fa, ma rimasta inapplicata nella seppur determinante parte in cui si istituiva per legge il dovere di potenziare la medicina nei territori prima di riorganizzare i grandi ospedali.

È in un quadro di grande criticità in cui si inserisce la preoccupazione dei sindacati sulle future nomine dei manager (che dovrebbero arrivare oggi). «Rischiano - accusano i sindacati - di dare un colpo definitivo alla già instabile condizione di salute della sanità siciliana». I sindacati richiamano l’attenzione sulla «più che fondata possibilità che sulle nomine dei futuri manager, ovvero di quei soggetti che saranno chiamati ad assicurare la governance della Sanità regionale dei prossimi anni, pesino ricorsi scaturenti da improprie procedure di selezione. Finendo con il gettare la Sanità siciliana nel caos. Infatti appaiono oscuri i criteri per la compilazione delle liste di papabili direttori generali, taluni dei quali perfino ripescati dalla commissione esaminatrice in palese contrasto in con i criteri fissati dalla delibera di giunta».

«E mentre si chiedono ai candidati direttori, dichiarazioni su condanne pregresse - aggiungono - la stessa composizione della commissione esaminatrice da adito a forti perplessità. La stessa improvvisa e recente cancellazione di taluni candidati dall’albo nazionale da parte del ministero della Salute non lascia presagire niente di buono, mentre i nomi inseriti nelle liste dei nominabili dimostrano che il confine tra passato e presente sia senza soluzione di continuità, proseguendo nel solco dell’inefficienza frutto delle nomine del governo Crocetta, dal quale sono stati ereditati gli attuali Commissari, così come anche la tendenza a indicare soggetti privi dei titoli e requisiti necessari».

«È ora di dire basta - concludono le sigle sindacali - alla logica dell’appartenenza e non della competenza. Si intravedono chiaramente le vecchie trazzere già battute in passato che portano solo alla salvaguardia dei vecchi feudi politici. Non è più possibile battere quelle vecchie strade».

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