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Riforma 118, Razza illustra il suo piano alle parti sociali
Le centrali operative coordinate e gli inidonei ricollocati

Il vertice disertato dai medici ha preso il via con una nota polemica: «La sede in cui esporre le critiche è questa». Come a dire, gli assenti hanno torto comunque. Dal vertice trapela l'intezione di una regia unica per le centrali che rispondono alle chiamate al 118

Miriam Di Peri

Gli attori sociali convocati erano pressoché tutti quelli che gravitano attorno all’universo del 118 in Sicilia. E come previsto - e largamente prevedibile - i medici hanno fatto spallucce. Si aspettano un confronto serrato per discutere a fondo la proposta dell’assessore, non una sorta di assemblea in cui qualcuno parla e gli altri, eccezion fatta per brevi osservazioni, «sostanzialmente ascoltano».

Razza quella riunione, convocata in piazza Ottavio Ziino, l’ha portata avanti comunque. E pazienza per chi era assente. «La sede in cui sollevare eventuali critiche - ha detto alla platea che si è comunque radunata - è questa qui. E qui io sono disposto ad ascoltare tutti».

Una polemica, quella tra Razza e le sigle sindacali che rappresentano i medici ospedalieri, destinata certamente a non fermarsi. Intanto il titolare dell’assessorato alla Salute ha illustrato la sua nuova proposta agli autisti soccorritori, ma anche ai pochi sindacati presenti e alle organizzazioni che seguono gli infermieri.

Tra i punti trattati, l’assessore è tornato sul caso sollevato da Meridionews dell’autista soccorritore venuto a mancare lo scorso agosto, che fino all’ultimo ha cercato di celare i disagi che la malattia gli comportava per non essere dichiarato inidoneo. «Episodi del genere - ha ammesso - non devono più verificarsi. È inconcepibile che un padre di famiglia che sta morendo debba preoccuparsi di non perdere il posto di lavoro».

Nell’affrontare la questione legata al personale e al futuro degli autisti soccorritori che sono stati dichiarati inidonei al loro ruolo, Razza avrebbe chiarito meglio quel percorso che fino ad ora aveva definito «ad ascensore». Secondo quanto raccontato da chi era presente al tavolo tecnico, tra le ipotesi al vaglio dell’assessorato, ci sarebbe quella di una riqualificazione del personale che non può più prestare servizio in Seuse la successiva ricollocazione in un’altra delle partecipate regionali, a seconda dei territori e delle esigenze. 

Una possibilità che, a differenza di altre, sembrerebbe più percorribile, considerato che la Seus, pur essendo una partecipata, resta una società di diritto privato, esattamente come di diritto privato è il contratto di lavoro degli autisti soccorritori. Ragione per cui un’immissione in servizio nella pubblica amministrazione (per chiamata di diretta e senza concorso) non è una strada percorribile. Ma una «collaborazione con altre partecipate» potrebbe essere invece una exit strategy per mantenere i livelli occupazionali. Poco o nulla invece è stato detto a proposito dell'incremento delle automedicalizzate, da cui deriverebbe una drastica riduzione di medici a bordo delle ambulanze

Tra i punti affrontati nel corso del tavolo tecnico, oltre agli aspetti legati al personale, ecco che si è discusso anche del tema delle centrali operative del 118. Attualmente sono quattro (Palermo-Trapani, Messina, Catania-Ragusa-Siracusa, Caltanissetta-Agrigento-Enna), ciascuna indipendente dall’altra. Mentre tra gli obiettivi della nuova Areus trapela anche l’intenzione di una regia unica (ma anche - banalmente - uguali software di gestione del sistema), che coordini le quattro realtà territoriali. Non che, a dirla tutta, un ufficio con l’obiettivo del monitoraggio della quattro centrali operative non esista già. Al contrario, si tratta del Servizio 6, in capo al Dipartimento pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute. «In qualche modo - sussurrano fonti vicine all’assessore - tutta l’operazione getta ombre sulla gestione del servizio 6».

Molto poco in questa fase si conosce ancora sul nuovo piano di elisoccorso di cui vorrà dotarsi la Regione e sono diversi gli interrogativi che restano in piedi, dal tipo di convenzione che potrà essere attivata con le ditte esterne proprietarie degli elicotteri, fino al personale a bordo. Tra i punti che certamente l’assessorato dovrà affrontare in sinergia con l’ordine dei medici e i sindacati di categoria, c’è quello del personale medico a bordo dei mezzi di soccorso. Un tema spinoso, considerato che i medici non fanno parte del personale Seus, ma sono in prestito dal Servizio sanitario, che troppo spesso significa uscire dalla corsia e salire sull’ambulanza. Tra le ipotesi ventilate nelle ultime settimane sembrerebbe trovare spazio anche quella che la nuova agenzia possa anche dotarsi del proprio personale medico. Ma su questo punto è davvero troppo presto per avere conferme.

Riceviamo e pubblichiamo, in data 6 novembre 2018, da Paolo Aloi, responsabile regionale settore emergenza sanitaria territoriale 118 Snami Sicilia:
Desidero precisare che lo Snami Sicilia del Settore insieme alle altre sigle sindacali rappresentative dei medici convenzionati firmatarie dei contratti collettivi nazionale, regionali e aziendali sono stati tutti presenti all'incontro. Rappresentiamo circa 500 Medici, e non è un numero esiguo, dell'Emergenza Sanitaria Territoriale che garantiscono le emergenze urgenze e le reti tempo dipendenti su tutto il territorio siciliano. Lo Snami ha sottoposto all'Assessore Razza una serie di quesiti sull'organizzazzione della nascente Areussoprattutto in rapporto ai medici convenzionati che attendono un contratto regionale dal 2007, ai medici precari, ai medici non più idonei al servizio attivo, alla formazione ecc.

L'Assessore ha confermato che nessuno perderà il posto di lavoro e che in sede di tavolo tecnico si discuterà delle varie problematiche per una loro risoluzione. Non si è discusso di riduzione delle Abz anche perché sarebbe stato in contrasto con il documento inviato dall'Assessorato all'Agenas, qualche mese fa, nel quale anzi si richiede un aumento delle Abz per la peculiarità territoriale della regione. Lo Snami è attento e vigila in maniera attiva a garanzia sia dei medici che rappresenta ma anche degli utenti che hanno diritto ad una assistenza capillare, tempestiva e adegutata alle richeste su tutto il territorio regionale. Lo Snami continuerà a proporre la organizzazione del 118 di Messina che per le reti tempo dipendenti è stata riconosciuta ottima a livello nazionale. Nella speranza che voglia pubblicare queste precisazioni, nel ringraziarla dell'attenzione, disponibile per precisazioni e/o chiarimenti si porgono distinti saluti.
Paolo Aloi
Responsabile regionale settore emergenza sanitaria territoriale 118 Snami Sicilia

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