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Rischio idrogeologico, cassaforte da 591 milioni di euro
Ma la metà dei fondi sarà assegnata senza gara pubblica

«È l’unica stazione appaltante in questa Regione con una disponibilità economica significativa». Maurizio Croce, commissario speciale per il rischio idrogeologico dal 2010, ha resistito pure allo spoils system e continua a gestire quello che attualmente è il principale ente dispensatore di appalti in Sicilia. Che fa gola a tanti

Miriam Di Peri

È il bancomat della Regione Siciliana, con un portafogli da 591 milioni di euro provenienti dal Patto per la Sicilia. La metà dei quali, quasi 300 milioni di euro, vengono assegnati senza gare d’appalto ad evidenza pubblica, ma pescando da un albo speciale in cui è iscritto un numero limitato di aziende. È l’ufficio del Commissario Straordinario per il dissesto idrogeologico, una struttura che esiste dal 2010, quando cioè è stata dichiarata l’emergenza nell’Isola. Da allora è stato guidato da Maurizio Croce, eccetto nel periodo in cui quest’ultimo (dal 2015 al 2017) viene chiamato da Rosario Crocetta a ricoprire il ruolo di assessore regionale all’Ambiente e al Territorio. In quegli anni a guidare la struttura è Calogero Foti, già a capo della Protezione Civile regionale, fino al settembre 2017, quando Crocetta restituisce l’incarico a Croce. Una nomina che non finisce nel tritacarne dello spoils system di inizio legislatura: Croce è stato infatti confermato al suo posto anche dall’attuale primo inquilino di Palazzo d’Orleans, Nello Musumeci.

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