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Migranti, tre indagati nella ong spagnola a Pozzallo
«Roma ci ha inviato sul posto, per poi cedere ai libici»

Mentre l'avvocato prepara una memoria difensiva, la nave di Pro Activa Open Arms rimane ancorata al porto ragusano. Ha salvato 218 migranti opponendosi alla richiesta della guardia costiera libica che ordinava di consegnarli per portarli indietro. Il capomissione Gatti: «Non vogliamo essere complici di quello che i governi hanno deciso in barba al diritto internazionale»

Foto di: Oscar Camps

Foto di: Oscar Camps

Il gip di Ragusa ha ordinato il sequestro preventivo della nave della ong spagnola Pro Activa Open Arms, che rimane ancorata al porto di Pozzallo. Sono tre gli indagati - il comandante della nave Marc Raig, il capo missione Anabel Montes e il coordinatore della ong Gerard Canals, che si trova in Spagna - e sono accusati di associazione a delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina per il salvataggio in acque internazionali di oltre 218 persone nel Mediterraneo avvenuto la sera del 15 marzo. A cui ha fatto seguito uno scontro con la Guardia costiera libica che ha preso il comando delle operazioni, al posto di quella italiana, pretendendo, anche sotto la minaccia di armi, di riportare indietro i migranti. Richiesta respinta da parte della ong spagnola che alla fine ha vinto il braccio di ferro. Per 24 ore la nave è rimasta ferma in attesa di sapere in quale porto europeo sbarcare i sopravvissuti: spetta infatti allo Stato che assume le operazioni di controllo, in questo caso la Libia, indicare la destinazione. C'è dunque stato l'interessamento del governo spagnolo e alla fine l'imbarcazione è arrivata a Pozzallo, dove però ad aspettarla c'erano gli agenti della squadra mobile di Ragusa e del Servizio centrale operativo di Roma. 

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