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Ancora polemica tra Villa Piccolo e Regione
Cda: «Da nove anni non rispettano la legge»

La disputa sulla mostra al teatro greco di Taormina è soltanto l'ultimo nodo. Una legge del 1995 prevede, infatti, un finanziamento di circa 150mila euro annuo. Dal 2007, però, le somme non sono più state trasferite nella misura prevista. «Non ci hanno mai risposto», dichiara l'avvocato Andrea Pruiti

Simone Olivelli

Foto di: Natale Arasi

Foto di: Natale Arasi

I soldi per Villa Piccolo magari arriveranno, ma la sensazione è che la tensione tra la fondazione culturale e la Regione potrebbe non allentarsi a breve. Ieri l'assessore ai Beni culturali, Carlo Vermiglio, ha incontrato i vertici dirigenziali del dipartimento, per discutere degli intoppi che a oggi hanno impedito all'ente di ricevere i 186mila euro derivanti dall'organizzazione della mostra svoltasi a fine 2015 al teatro greco di Taormina. I soldi derivano da una convenzione, che prevedeva la divisione dei compensi tra Regione e fondazione, ma che fino a oggi pare rimasta imbrigliata tra le maglie della burocrazia regionale. Da una parte - quella sostenuta dalla fondazione - l'ipotesi che a bloccare tutto sarebbe una discrepanza nei conteggi di appena 50 centesimi (il valore di un biglietto ridotto, ndr), dall'altra, la tesi dell'assessorato secondo cui si tratterebbe soltanto di tempi tecnici nella redazione di un capitolo in uscita nel bilancio della Regione. 

Comunque si concludi la vicenda, la mostra al teatro greco è soltanto l'ultimo dei nodi. Stamani la fondazione ha diffuso un comunicato in cui ricorda all'assessore l'esistenza di una legge, che la Regione non starebbe rispettando da anni. «Le leggi si applicano o si abrogano. Non si ignorano», scrivono. La norma a cui il consiglio d'amministrazione di Villa Piccolo fa riferimento è la 51 del 1995 e prevede un finanziamento fisso annuo a favore di quattro enti culturali, tra cui, appunto, la fondazione. Una legge che fino al 2007 non ha creato problemi. «Prevede il versamento di una somma annuale per il perseguimento degli scopi istituzionali - dichiara l'avvocato Andrea Pruiti -. In principio erano 300 milioni di lire su un miliardo complessivo. Poi la cifra è stata convertita in euro, ma a noi sarebbero spettati i tre decimi del finanziamento. Senza motivo però a partire dal 2007 siamo rimasti esclusi dal finanziamento».

Una situazione che avrebbe riguardato soltanto Villa Piccolo, tra i quattro enti oggetto della norma, e che si sarebbe protratta fino al 2010. «A partire da quell'anno, la Regione è tornata a darci i soldi ma in misura inferiore a ciò che è previsto - continua Pruiti -. Non siamo arrivati mai sopra i 100mila euro. Spiegazioni? Gli uffici in maniera informale hanno sempre solidarizzato con noi, ma ufficialmente non abbiamo mai ricevuto una comunicazione».

Tornando alla questione mostra, il cda sottolinea come non ci sia l'interesse di alimentare una polemica personale con Vermiglio. Tuttavia, la prassi seguita dalla Regione sembrerebbe carente in più punti. «L'assessorato dice che bisogna avere il tempo per creare un capitolo di bilancio in uscita - commenta Pruiti - ma è un discorso che non regge. Doveva esistere già a inizio della convenzione». Stesso discorso per il decreto di finanziamento emanato dalla Regione per adempiere al pagamento. «Non si comprende per decretare cosa, visto che si tratta di un incasso dovutoci iure privatorum e non di un finanziamento pubblico», si legge nel comunicato. 

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