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Scommesse, sotto osservazione il Messina
Federbet: «Società al 90 per cento estranee»

Quella con il Benevento è solo uno dei tre incontri dei giallorossi che avrebbero registrato flussi anomali di puntate. Tutto ha avuto inizio con la sconfitta contro la Casertana, quando in molti giocarono il risultato esatto. Intanto la dirigenza ha annunciato il silenzio stampa. In Lega Pro, sette i match sospetti

Simone Olivelli

«In vista del prossimo incontro, la società preferisce far osservare il silenzio stampa». Per una squadra di calcio, scegliere il silenzio stampa dopo aver perso per 5 a 0 in casa non è nulla di eclatante. Se poi si tratta di una società blasonata come il Messina, allora diventa quasi naturale. Bisogno di serrare i ranghi, concentrarsi sul campo e recuperare la serenità del gruppo sono le espressioni che, in questi casi, accompagnano la gestione del momento di difficoltà. 

Tuttavia, nella decisione della formazione giallorossa di sospendere le comunicazioni con l'esterno, pare esserci dell'altro. Sconfitta pesantemente sabato scorso dal Benevento, la società del presidente Natale Stracuzzi si trova al centro di una nuvola di dubbi riguardanti presunti flussi anomali di scommesse sulle sue partite. L'ultimo caso è proprio quello di Messina-Benevento, con i principali bookmaker che, dopo aver constatato l'elevato numero di puntate sul pareggio, hanno sospeso le quote. Sospetti che, una settimana dopo, non sono stati dissipati. Neanche se al pareggio previsto da molti si è sostituita una sonora batosta.

A ribadire le stranezze che si sono verificate prima dell'inizio della partita del San Filippo è stata ancora una volta Federbet, che già nei giorni scorsi ha sottolineato come, dopo i casi dell'anno scorso, anche in questa stagione la Lega Pro continui a essere terreno di caccia per chi cerca di trarre profitti illeciti dalla manipolazione dei risultati: «La matematica non consente interpretazioni», dichiara a MeridioNews il presidente di Federbet Francesco Baranca, che nei giorni scorsi ha parlato di sette partite sospette in terza divisione. Tra di esse, proprio Messina-Benevento: «Una partita può essere truccata anche da alcuni giocatori di una sola squadra. Ovviamente non nel caso di un supposto pareggio», continua Baranca. Secondo il quale, i flussi anomali delle puntate in alcuni casi potrebbero essere «frutto di psicosi collettiva» derivante dal condizionamento di precedenti gare. In altre parole, gli scommettitori, consapevoli di quanto accaduto nelle settimane precedenti, potrebbero fare affidamento sulla stessa formazione, perché convinti - a torto o ragione - che la manipolazione del risultato si verificherà anche nei match successivi.

Nel caso del Messina, i sospetti, come confermato da un gestore di un centro Snai del capoluogo peloritano, sarebbero iniziati con la sconfitta esterna dei giallorossi contro la Casertana. In quell'occasione furono tanti coloro che giocarono, oltre alla sconfitta del Messina, anche il risultato esatto della partita. Per Baranca, il fatto che tra gli scommettitori possano circolare indiscrezioni sui tentativi di pilotare le partite, mentre meno si faccia a livello istituzionale sarebbe «dimostrazione che ci si accorge di qualcosa solo quando è il popolo ad accorgersene». Non un bel segnale, quindi, «perché chi dovrebbe controllare sarebbe opportuno avesse una differente sensibilità». 

Sulla scelta del Messina Calcio di segnalare alla Lega Pro il caso ancor prima che iniziasse la partita di sabato scorso, il presidente di Federbet dichiara che questa è la prova di come le macchinazioni partano più dai singoli calciatori: «Io credo che nel 90 per cento dei casi le società siano estranee. Quello che mi lascia perplesso - conclude Baranca - è che nel 2016 i calciatori possano pensare che nessuno si accorga di un tentativo di manipolazione».

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