Ars, ritardi nell’esame dei certificati penali degli eletti Corte d’Appello: «Categoria impresentabili non conta»

Vanno a rilento gli uffici provinciali delle Corti d’Appello siciliane che ancora oggi, a distanza di quasi venti giorni dal voto del 5 novembre, non hanno chiuso l’esame dei verbali dei candidati al parlamento regionale e non hanno dunque inviato all’Ars l’elenco dei proclamati eletti. Da quanto si apprende, al momento solo Enna, Caltanissetta e Siracusa – tre su nove province – hanno completato i controlli. I ritardi derivano in parte dall’elevato numero di verifiche che riguardano tutte le 5200 sezioni elettorali in cui si è votato nell’isola, ma anche il clima teso che aleggia intorno agli eletti, molti dei quali colpiti, dopo il voto, da indagini giudiziarie.

Le Corti d’appello siciliane hanno i riflettori puntati addosso, anche se da quanto afferma l’Ufficio centrale della Corte d’Appello di Palermo «non si entrerà nel merito delle questioni giudiziarie di ognuno, vengono proclamati eletti tutti i candidati che al momento del voto avevano il certificato penale pulito». Per gli uffici giudiziari, dunque, non conta l’etichetta di impresentabili, in quanto la legge prevede che i carichi pendenti di un candidato non facciano testo nella  condizione di potenziale rappresentante delle istituzioni. «Visto il clima c’è una particolare attenzione, ma sui certificati penali, sui casellari giudiziali, non certo sui carichi pendenti, poiché ogni cittadino è innocente fino a sentenza definitiva», sottolineano. 

Solo una condanna definitiva, segnalata nei casellari giudiziali dei candidati potrebbe bloccare la proclamazione. E da quanto si apprende finora, nessuno sembra abbia riportato condanne in una fase preliminare al voto. «Entro la prossima settimana – fanno ancora sapere dalla Corte d’Appello di Palermo – si chiuderà tutto».


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