Ars/ Finanziaria: appuntamento alle 15,00 di oggi

MA NON SARA’ L’INIZIO DELLA MARATONA PARLAMENTARE. A MENO DI FORZATURE DEL REGOLAMENTO – E IL PRESIDENTE GIOVANNI ARDIZZONE NON SEMBRA IL TIPO CHE FA QUESTE COSE – BISOGNERA’ DARE AI PARLAMENTARI IL TEMPO PER PRESENTARE GLI EMENDAMENTI. ROSARIO CROCETTA SI DOVRA’ METTERE IL CUORE IN PACE E ASPETTARE ALMENO 24 ORE

Finanziaria regionale 2014: appuntamento oggi alle 15,00, Ma non sarà l’inizio della maratona parlamentare dopo l’approvazione della manovra in Commissione Bilancio e  Finanze. Oggi l’Aula si riunirà per incardinare il disegno di legge su Bilancio e Finanziaria 2014. A questo punto, il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, deve concedere ai parlamentari almeno 24 ore per presentare gli emendamenti.
Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, sembra innervosito. Ha già inanellato la prima, pesante sconfitta parlamentare: la ‘bocciatura’ della proroga dei commissari delle Province. E non vorrebbe altre sorprese. Ma l’Aula parlamentare, si sa, nasconde sempre tante insidie, che di solito sono quantitativamente e qualitativamente direttamente proporzionali all’arroganza del Governo. E, sotto questo profilo, il governatore Crocetta ha buoni motivi per essere preoccupato…

In Aula si arriva in ordine sparso. Il Governo ha cercato di trovare accordi trasversali con il centrodestra e i grillini. Ma ha fatto solo buchi nell’acqua. Ed è anche logico: la Finanziaria che l’assessore regionale all’Economia, il romano, Luca Bianchi, ha messo a punto (non senza la consulenza di qualche altro burocrate dell’Ars) è ‘ascara’ a 24 carati: tutta imperniata a far pagare alla Sicilia costi elevatissimi. Per consentire a Roma e ai vari potentati di continuare a scippare risorse alla nostra Isola.
Emblematico il ‘regalo’ confezionato stanotte per i grandi petrolieri, pubblici e privati, che operano in Sicilia con la riduzione delle royalties.
Crocetta ha chiesto a Roma una ‘copertura’ totale. E ha ‘ragione’: da mesi Udc e PD chiedono maggiore partecipazione nelle scelte che il governatore adotta – per lo più in combutta con i suoi ‘sodali’ di Confindustria Sicilia – tenendo fuori gli esponenti dell’Udc e del PD. Ora teme – e anche in questo caso non ha torto – che gli alleati che ha sempre maltrattato gli presentino il conto, magari sui probabili voti a scritinio segreto…

 


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