Antenna Sicilia, un passo avanti nella trattativa         «Per ora stop ai licenziamenti, proseguono i tg»

Un passo avanti. Potrebbe essere il prossimo 12 ottobre la giornata decisiva per le sorti dei 16 dipendenti dell’emittente Antenna Sicilia. A rischio licenziamento e già senza stipendio da oltre due mesi. Il futuro di tecnici, giornalisti e dipendenti amministrativi è legato all’esito di un tavolo che si terrà alla presenza dell’assessore regionale al Lavoro Bruno Caruso. L’azienda, rappresentata dalla famiglia Ciancio, ha dato la disponibilità ad approfondire i contenuti della proposta di working buyout, ovvero la possibilità per gli stessi dipendenti, dichiarati in esubero per motivi economici, di continuare a lavorare gestendo gli spazi che l’azienda ha dichiarato di volere sopprimere.

«Si fermano i tempi per quanto riguarda l’incontro previsto dopodomani all’ufficio del lavoro in cui si sarebbero formalizzati i licenziamenti», spiega a MeridioNews la giornalista Flaminia Belfiore. «Caruso – prosegue lo storico volto dell’emittente –  ha anche detto che rifletterà su quanto potrà fare la Regione per questo progetto. Non con fondi economici ma tramite altre forme». Soddisfazione anche da parte di Davide Foti, sindacalista della Cgil: «L’assessore nell’incontro di oggi pomeriggio è stato un ottimo mediatore. Con i nostri esperti adesso lavoreremo sulla proposta che dovrà poi essere sottoposta alle parti nel prossimo tavolo tecnico».

Dopo 35 anni di attività i telegiornali continueranno con la loro programmazione almeno per le prossime due settimane. A pesare sulla scelta di licenziare i dipendenti c’è la crisi dovuta al passaggio dall’analogico al digitale terreste. Oltre al calo degli introiti provenienti dalla pubblicità e dai fondi della Regione. Una situazione che ha portato la famiglia Ciancio alla soppressione dei programmi d’approfondimento e della trasmissione di punta Insieme. Un destino che per certi versi sembra ripercorrere quello vissuto dai 17 dipendenti dell’emittente Telecolor licenziati nel mese di giugno, sempre dalla proprietà che fa capo alla famiglia Ciancio. 


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