All’Ircac i dirigenti guadagnano di più dei regionali: interrogazione del Movimento 5 Stelle. Che chiede ‘lumi’ anche sul commissario eterno…

 

I grillini aprono il capitolo Ircac: tanti soldi, stipendi da favola e Antonio Carullo che spatulia da nove anni…

“Notizie in merito alla gestione dell’Istituto Regionale per il Credito alla Cooperazione, Ircac”.

Si apre così un’interrogazione parlamentare presentata dai 14 deputati del Movimento 5 Stelle dell’Ars. L’atto ispettivo è rivolto al presidente della Regione, Rosario Crocetta, e all’assessore alle Attività produttive, Linda Vanchieri.

I parlamentari ricostruiscono, per grandi linee, la storia dell’Ircac. “L’Istituto regionale per il credito alla cooperazione, Ircac – scrivono – un istituito con la legge regionale 7 febbraio 1963, n. 12, ente economico finalizzato a fornire Aiuti alle cooperative siciliane sotto forma di finanziamenti agevolati, è commissariato dal giugno del 2008”.

“L’Ircac – aggiungono – è sottoposto alla vigilanza ed alla tutela dell’assessorato regionale delle attività produttive. Il commissario straordinario dell’Ircac è la stessa persona che dal 2004 al 2008 ha ricoperto il ruolo di Presidente del consiglio dell’amministrazione. Pertanto la stessa persona è al vertice dell’Ircac da più di nove anni”.

Il riferimento è ad Antonio Carullo, nominato dal Governo regionale di Totò Cuffaro, confermato dal Governo di Raffaele Lombardo, e tenuto a questo posto, fino ad oggi, dal Governo di Rosario Crocetta.

“Durante gli ultimi cinque anni – si legge nell’interrogazione – attraverso una serie di decreti di rinnovo la funzione di commissario straordinario è stata prorogata, addirittura l’ultima sembra sia stato adottata dall’ex Presidente Lombardo senza il prescritto limite di durata del mandato commissariale di sei mesi previsto dalla legge regionale che disciplina tale funzione”.

“L’attuale commissario – si legge sempre nell’interrogazione – percepisce da cinque anni l’indennità e gode dei benefit concessi dall’incarico che egli ricopre. L’assenza di un Consiglio di amministrazione non consente alle Associazioni di rappresentanza delle cooperative di essere rappresentate in tale organismo, così come previsto dalla legge, e di contribuire alle scelte sulle politiche finanziarie di aiuti in un momento di grave crisi come quello che l’economia regionale sta vivendo. Inoltre risulta che da anni non sia stato rinnovato neppure il collegio sindacale organo di controllo della gestione commissariale”. (a destra, i parlamentari del Movimento 5 Stelle all’Ars: foto tratta da informarexresistere,fr)

A questo punto l’interrogazione svela uno strano meccanismo di finanziamento: “La Regione siciliana – scrivono i parlamentari del Movimento 5 Stelle all’Ars – sostiene finanziariamente l’Ircac a mezzo di trasferimenti annuali indiretti, ossia non con somme iscritte nel bilancio annuale ed erogate all’Istituto, ma con la cosiddetta commissione. La legge infatti prevede che sull’insieme dei crediti erogati al lordo del valore nominale venga calcolata e trattenuta una percentuale dell’1,50% ed inoltre l’Istituto trattenga da ogni recupero effettuato nei confronti di cooperative che non hanno adempiuto al loro obbligo di restituzione il 40% di quello che recupera. Questi importi, che secondo i bilanci ogni anno ammontano a circa 9 milioni di euro, vengono prelevati dal fondo di rotazione che la Regione ha costituito ed ha affidato all’Ircac per erogare i finanziamenti alle cooperative”.

Si arriva così agli stipendi dei dipendenti dell’Ircac, piuttosto ‘generosi’: “Nonostante sia stata introdotta una specifica norma per limitare le retribuzioni dei dipendenti dell’Ircac e della Crias – si legge nell’interrogazione – la legge regionale n.6 del 1997, voluta proprio dopo lo scandalo dell’enorme retribuzione che veniva riconosciuta ai direttori generali – norma che avrebbe dovuto congelare le retribuzioni dell’ente al 31.12.1997 – per ben due volte è stata fatta slittare in avanti. Prima è stata posticipata al 31.12.1998 e poi addirittura al 31.12.2005. Questo privilegio riguarda solo il personale dirigenziale che oramai costituisce il 50% del totale. Personale che rispetto ai loro pari grado della Regione – secondo tabelle di equiparazione che sono allo studio della Funzione Pubblica, ma non sono ancora approvate a distanza di diversi anni – guadagnerebbe tra i 1500 ed i 4500 euro mensili lordi in più”.

A questo punto i 14 parlamentari pongono una serie di domande al Governo regionale:

quali sono i motivi della perdurante gestione commissariale dell’Ircac?

quali sono le intenzioni del Governo riguardo alla gestione dell’Ircac?

se il Governo intenda porre rimedio al deficit di controllo interno in seno all’Ircac;

se il Governo intenda nominare come commissario dell’Ircac un dirigente dell’amministrazione regionale, allo scopo di risparmiare il pagamento di un’indennità di funzione (in realtà, questo passaggio non tiene conto che, nel frattempo, è intervenuto il decreto legislativo 39 di quest’anno che viene alle Amministrazioni di nominare propri dirigenti in anti e società riconducili alla stessa Amministrazione ndr);

riguardo gli enti che gestiscono il credito agevolato, quali misure il Governo intenda attuare per diminuire le spese in bilancio ed ottenere più risorse per le imprese.

 

 

 


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