Alla Tomasello la messa di Natale De profundis per la Sicilia che lavora

La notizia della sua chiusura ha generato sgomento e amarezza. Il simbolo di una Sicilia che produce, un brand noto in tutta Italia, ucciso più da un sistema che sembra ostacolare le imprese che dalla crisi. Da un ambiente che, come direbbero gli inglesi, non è per nulla business friendly.

Parliamo del pastificio Tomasello di Casteldaccia: «Siamo stanchi. Molto stanchi. Fare impresa, in Sicilia, è difficile. Farlo nel nostro settore è ancora più difficile. Troppe speculazioni. Troppi speculatori. Troppi tappiatori» ha detto a Meridionews, Margherita Tomasello, una delle rappresentanti di una storica famiglia di imprenditori della provincia di Palermo spiegando le ragioni della chiusura. 

Una notizia che resta indigesta. La Tomasello è stato il simbolo di una Sicilia che lavora e che produce. Simbolo di una imprenditoria locale sana e di successo. Che non avrebbe dovuto fare questa fine.

Non a caso, la Cisl, ha deciso di fare celebrare, stamattina, proprio nello stabilimento Tomasello, la messa in occasione delle festività natalizie:  «Un simbolo della crisi che ormai è divenuta emergenza sociale e che non fa altro che privarci delle nostre migliori realtà produttive, commerciali e industriali», dice il sindacato .

La messa sarà celebrata dall’arcivescovo di Palermo il cardinale Paolo Romeo, alla presenza dei segretari della Cisl Palermo Trapani, Daniela De Luca e Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo, della famiglia Tomasello, del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, dell’assessore regionale alle Attività Produttive, Linda Vancheri e di una delegazione dei lavoratori delle aziende in crisi, dai call center ad Ansaldo Breda e Keller, ex Fiat, oltre la stessa Tomasello.

Una messa che sembra celebrare il de profundis per il sistema imprenditoriale siciliano. Alla presenze di esponenti delle istituzioni che nulla hanno fatto per porre rimedio a questa catastrofe. 


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