Alcamo, interrogato un amico dell’attentatore di Nizza Lo ha ospitato. Al vaglio della Dda i tabulati telefonici

Gli investigatori della Digos, coordinati dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunta Marzia Sabella, stanno ascoltando il tunisino, residente ad Alcamo e impiegato in un locale che vende kebab, amico del 21enne Brahim Aoussaoui, l’autore dell’attentato che ha ucciso tre persone durante l’attentato nella cattedrale di Notre Dame di Nizza. Interrogato già da ieri, gli investigatori stanno valutando la sua posizione e cercando riscontri alle sue dichiarazioni. 

L’uomo ha ammesso di avere ospitato il suo connazionale Aoussaoui per una decina di giorni, fino alla settimana scorsa, ad Alcamo – paese in provincia di Trapani – ma ha dichiarato di averlo solo aiutato a cercare lavoro in campagna e di non avere mai avuto nessun sospetto sulle sue intenzioni. Nel Trapanese, il 21enne sarebbe arrivato tra il 9 e il 10 ottobre dopo avere lasciato Bari (in Puglia). Dalla Sicilia, il killer sarebbe poi partito direttamente con destinazione la Francia. Adesso, gli inquirenti stanno analizzando i tabulati telefonico dell’amico per cercare di capire se abbia sentito Auossaoui dopo la sua partenza per Nizza. 

L’obiettivo della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, che coordina l’inchiesta, è riuscire a ricostruire l’eventuale rete di fiancheggiatori del tunisino. Non è ancora chiaro se ad aiutarlo a raggiungere la Francia sia stata l’organizzazione che gestisce gli spostamenti dei migranti sbarcati clandestinamente in Sicilia. Intanto, gli agenti della Digos hanno già interrogato diverse persone che hanno incontrato Aoussaoui durante la sua permanenza ad Alcamo. Tra questi, anche il titolare del locale per cui l’amico lavorava e in cui alcuni testimoni hanno raccontato di avere visto, di recente, il killer di Nizza.


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