Aeroporto di Comiso, Crocetta: “Lo Stato riveda i suoi comportamenti con la Sicilia”

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE MOSTRA I MUSCOLI. ED ERA ORA. SPERIAMO CHE LO FACCIA ANCHE SU ALTRE QUESTIONI

“E’ venuto il momento che lo Stato riveda i suoi comportamenti nei confronti della Sicilia”.  Il Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, mostra i muscoli. Ed era ora. Lo fa parlando dell’aeroporto di Comiso e dei rischi, ventilati dalla stampa stamattina, che la struttura corre: il prossimo Aprile scadrà il contratto con l’Enav  (che assicura i controllori di volo), per allora bisognerà trovare almeno 4 milioni di euro per rinnovarlo, pena la chiusura dello scalo.  Soldi che finora ha stanziato la Regione siciliana e non lo Stato italiano (ci mancherebbe: Roma da sempre ‘ama’ intascare imposte e tributi che,per  Statuto, spetterebbero alla nostra regione, ma quando si tratta di investire fa orecchie da mercante).

Crocetta dunque, oltre ad assicurare che farà di tutto per tenere in vita la struttura, lancia una sfida al Governo nazionale: “Siamo pronti a intervenire come Regione con la prossima finanziaria, -dice il Presidente della Regione siciliana – ma chiediamo anche che lo Stato faccia fino in fondo la sua parte, poiché non si capisce perché, mentre in tutti gli aeroporti italiani i costi per controllori di volo vengono sostenuti dallo Stato, in Sicilia dovrebbero essere a carico della società aeroportuale.

E’ venuto il momento che una parte dello Stato riveda i suoi comportamenti nei confronti della Sicilia. Abbiamo sostenuto con le risorse della Regione e continueremo a sostenere l’aeroporto di Comiso, ma non possiamo permettere che lo Stato sia assente. Mi sono già messo in contatto con il Ministro dei Trasporti, Lupi, per affrontare i problemi di Comiso e Trapani, dicendo con chiarezza che due strutture così importanti – conclude il Presidente – non possono essere ignorate e che è venuto il momento di cambiare verso”.

Difficile dare torto al Presidente della Regione. Che, forse- speriamo- ha compreso  che un atteggiamento supino nei confronti di Roma non porta nulla di buono alla Sicilia. E non porta nulla di buono a lui.  Come dimostrano anche gli ultimi sondaggi (Crocetta è finito in fondo alla classifica dei governatori più apprezzati), i siciliani vogliono altro.

Magari un Presidente che sappia  fare valere, dinnanzi a Roma,  i diritti di questa regione su tutte le questioni più importanti: dai prelievi forzosi che il Governo nazionale impone alle casse regionali (più di un miliardo negli ultimi due anni), alla sempre aperta questione dell’articolo 37 dello Statuto (le imprese che dovrebbero pagari qui le tasse e non dove hanno la sede legale) fino ai contenziosi aperti con lo Stato. Un Presidente sostenuto dal suo popolo sarebbe sicuramente più forte a prescindere dalle bagarre di questo o di quel partito. O no?

In ogni caso, vedremo cosa saprà ottenere per Comiso.  Che è indubbiamente un gioiello per l’economia siciliana (il boom di turisti nel ragusano non è casuale) come sottolinea anche il presidente di Soaco (la società che gestisce lo scalo) Rosario Dibennardo:
“Abbiamo già più di 160.000 passeggeri ma il servizio Enav, in questo momento, non è a carico dell’Ente nazionale di Aviazione Civile. I controllori di volo sono pagati dalla Soaco, grazie ad un contributo di 4,5 milioni di euro della Regione Siciliana, che ci permette di coprire il costo per due anni.

Il futuro dello scalo è legato alle scelte che saranno operate dal mondo politico e delle istituzioni. Chiediamo che venga approvato al più presto il piano nazionale degli aeroporti e che, subito dopo – conclude il presidente di Soaco – si preveda di inserire Comiso nell’accordo di programma quadro con l’Enav che prevede i servizi di torre a carico di Ente, come avviene negli altri aeroporti italiani”.

 


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