Aeroporto di Catania, Schifani prende tempo: «Aspettiamo per le nomine». Cosi i vertici Sac restano in sella

Una fase di stallo che dura ormai da tempo e la proroga di alcune nomine per i prossimi mesi. Sono i destini incrociati della Camera di commercio del Sud-Est e della Sac, società di gestione dell’aeroporto Fontanarossa di Catania e dal 2022 dello scalo Pio La Torre di Comiso. Su entrambi i fronti è intervenuto nei giorni scorsi il presidente della Regione Renato Schifani. Il governatore si è rivolto, tramite una nota, al commissario straordinario dell’ente camerale, Antonio Belcuore, invitandolo con celerità ad approvare il bilancio dell’ente, per garantire la continuità operativa e il corretto funzionamento delle attività della Camera di commercio del Sud-Est. Schifani ha anche sottolineato la necessità di astenersi su eventuali decisioni riguardanti la governace di Sac, specificando che questo genere di scelte spetterà agli organi della Camera di commercio ma solo quando si insedieranno ufficialmente. Tradotto l’attuale consiglio di amministrazione della Sac rimarrà in carica con in testa l’Ad Nico Torrisi.

L’attuale composizione azionaria della Sac – che gestisce anche l’aeroporto di Comiso in provincia di Ragusa – vede in testa proprio la Camera di commercio del Sud Est Sicilia, con il 60,64 per cento delle quote. C’è poi l’IRSAP (Istituto regionale per lo sviluppo delle Attività produttive): 12,13 per cento, il Libero consorzio comunale di Siracusa: 12,13 per cento, la Città metropolitana di Catania: 12,13 per cento, il Comune di Catania: 2,02 per cento, e infine il Comune di Comiso con lo 0,96 per cento. ​Nel marzo 2025, l’assemblea dei soci della SAC ha approvato l’avvio del processo di privatizzazione della società. È previsto un bando, atteso per giugno 2025, che consentirà a soggetti privati di acquisire fino al 66 per cento delle azioni della SAC.

L’ente camerale del Sud-Est, invece, ormai da anni al centro di un acceso dibattito istituzionale, giudiziario e politico. Sia a causa del prolungato commissariamento ma anche per una ipotesi di ridimensionamento con la scissione di Ragusa e Siracusa e il passaggio delle due realtà in un ente che avrebbe dovuto contenere anche le province di Caltanissetta, Agrigento e Trapani. Una nuova geografia che si era resa possibile, almeno sulla carta, dopo un emendamento al decreto Ristori-bis presentato dall’ex ministra siracusana del governo Berlusconi Stefania Prestigiacomo con il sostegno di Lega, Pd e M5s. Il presidente Schifani a inizio aprile era intervenuto pesantemente anche sulla gestione dell’aeroporto di Palermo e sul ruolo dell’amministratore delegato di Gesap, Vito Riggio.

La controversia è nata dopo che Riggio ha criticato la scelta del governo regionale di abolire l’addizionale comunale sugli imbarchi per alcuni aeroporti minori siciliani (Trapani, Comiso, Lampedusa e Pantelleria), escludendo Palermo e Catania. Riggio ha espresso preoccupazione che questa misura potesse favorire lo scalo di Trapani a discapito di quello di Palermo. In risposta, Schifani ha accusato Riggio di mancanza di visione strategica, sottolineando la necessità di una guida più adeguata per la Gesap, soprattutto in vista degli investimenti previsti per l’ampliamento del terminal dell’aeroporto di Palermo.


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