Addio Augusta Schiera, mamma dell’agente Agostino Il dolore della figlia: «Senza di te mi fa male l’anima»

«Senza te mi fa male l’anima». Se n’è andata Augusta Schiera Agostino, la mamma dell’agente Nino Agostino, ucciso il 5 agosto 1989 insieme alla moglie incinta Ida Castelluccio. Con queste parole sua figlia Nunzia questa mattina le ha detto addio. Lei, insieme al marito Vincenzo, in questi 30 anni è stata un simbolo di ricerca della verità. Raggiunge adesso il figlio senza aver potuto sapere, in vita, chi lo abbia ucciso. Mentre intanto si rincorrono i messaggi di cordoglio dei tanti che l’hanno sostenuta e ammirata, tra chi la conosceva personalmente e chi aveva incrociato solo per caso la sua strada.

«Di lei non potrò dimenticare quello sguardo, pieno di dignità ma che quasi chiedeva solidarietà. E poi quel sorriso quasi al contrario, come ha detto qualcuno una volta, ed era proprio così sul suo viso, un sorriso al contrario». È dolce e affettuoso il ricordo del consigliere comunale Francesco Bertolino, che ha visto Augusta per la prima volta quando era ancora un ragazzo. «È venuta nella mia scuola a raccontare di Nino e Ida, io rimasi molto colpito da quel racconto, soprattutto da lei – racconta -. Una volta cresciuto ho potuto rivederla e conoscerla personalmente, per via della strada intrapresa nell’impegno politico e sociale». Il loro era un rapporto «gradevole, affettuoso» e lei una donna piena di dignità. «Ha affrontato il male più brutto che ci sia, perdere un figlio, un nipotino ancora neppure nato e la nuora. Ma è sempre andata avanti da persona semplice e umile».

Se ne va oggi una mamma, una moglie, una nonna, ma soprattutto una testimone. Una combattente che sapevi di trovare in prima linea in ogni corteo, in ogni manifestazione che chiedesse verità e giustizia. Non importava il luogo, l’occasione, il programma in scaletta e di certo neppure l’età, la trovavi comunque lì, al suo posto, a fianco del marito Vincenzo e della moltitudine di persone che sentivano di starle accanto. Che ci fossero 30 gradi sotto il sole cocente oppure una pioggia battente. «Ci ha lasciato una grande donna, una grande mamma, che ha lottato fino all’ultimo, con infinito amore, per la giustizia del proprio figlio», il ricordo di una ragazza di Torino oggi. «Non ci sono parole. Solo tristezza, impotenza e rabbia», scrive qualcun altro da Roma, in un turbinio di messaggi di cordoglio e dolore che, in barba a confini e geografia, si stanno rincorrendo da questa mattina.

«Augusta Schiera ha rappresentato la fermezza e il coraggio dell’impegno civile per la verità e la giustizia, la dolorosa ma incessante battaglia per fare luce su eventi tragici della nostra città e del nostro paese – il ricordo del sindaco Orlando -. Palermo ha perso il suo sorriso triste ma proseguiremo con Vincenzo il suo impegno, per dare finalmente giustizia ad Agostino, Ida e tutte le vittime della mafia». Dolore e commozione anche da chi al suo fianco, da anni, ha combattuto e gridato per la verità, in un destino che li ha visti vicini entrambi nell’aver perso persone amate per mano mafiosa: «Lo apprendo adesso dalle notizie di stampa, mi dispiace davvero moltissimo», dice con la voce rotta Giovanni Impastato, fratello di Peppino. 


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