A Gravina positivi al Covid sia il sindaco che il parroco «I contagi si stanno estendendo a macchia di leopardo»

«Che in città i contagi si stanno estendendo a macchia di leopardo è un dato». Ne è sicuro padre Antonino Testaì, prete della parrocchia Sant’Antonio di Padova di Gravina di Catania che il 27 dicembre è stato costretto a sospendere le celebrazioni per poi, dopo essere risultato positivo al primo tampone, procedere alla sanificazione dei locali parrocchiali. «Aspetto il referto del secondo tampone – spiega Testaì a MeridioNews – Quando mi comunicheranno l’esito, provvederò a pubblicarlo tempestivamente». 

Anche il sindaco Massimiliano Giammusso e il capo di Gabinetto Marco Rapisarda hanno contratto il virus e, da qualche giorno, si trovano in isolamento domiciliare. «Ieri sera – si legge nel post con cui Giammusso annuncia di avere contratto il Covid-19 – ho effettuato un tampone rapido e, adesso, sono in attesa dei risultati di quello molecolare». Per quanto riguarda i sintomi, «ho iniziato ad accusare un po’ mal di testa, mal di gola e una debole febbre il giorno di capodanno – prosegue il primo cittadino – da domenica mi trovo in isolamento domiciliare, distante dai miei familiari». 

Nel frattempo, però, la polemica sui social incalza e l’amministrazione finisce nel mirino dei residenti che, in molti commenti, accusano il Comune di peccare sulla tempestiva comunicazione in merito al progredire della pandemia. «Penso che nelle ultime 48 ore ci siano stati più di quaranta casi nel centro cittadino», sostiene padre Antonio che da nove giorni si trova in isolamento fiduciario. Secondo i bene informati, in realtà, i positivi di queste ultime ore, tra chiesa e palazzo comunale, sarebbero dodici. Rispetto a venti giorni fa, dunque – quando la conta dei contagi si era ridotta notevolmente passando da 180 a 104 positivi – il quadro sembra aggravarsi


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