Per Musumeci i migranti accolti nella «perla del turismo» Ma la struttura si trova a 14 chilometri dal centro di Noto

I 43 migranti sbarcati nella tarda mattinata di ieri al porto di Augusta dalla nave Mare Jonio «si trovano a Noto. Avete capito bene: a Noto, perla del nostro turismo». A scriverlo sulla propria pagina Facebook, e a rimarcarlo in un comunicato inviato alla stampa, è il presidente della Regione Nello Musumeci. In realtà, però, le persone arrivate ieri nel Siracusano (tra cui due donne e 17 minori) – di cui otto sono risultate positive al coronavirus – si trovano in quarantena in un centro di accoglienza di Testa dell’Acqua. Una frazione del Comune di Noto che conta circa 235 abitanti e che dalla perla del barocco dista circa 14 chilometri, due chilometri in più per arrivare a Palazzolo Acreide

«Si trovano a Noto e non su una nave in rada come aveva chiesto il governo siciliano – continua Musumeci – Ma lo Stato dice che la nave costa troppo. E quindi si possono alloggiare a Noto, dove già si trovano». Il punto è che la città di Noto quelle persone non la vedono nemmeno con il cannocchiale. La struttura che, in passato, è stata una casa di riposo per anziani, si trova in una contrada di campagna distante poco meno di 20 chilometri dal centro abitato meta di turisti da tutto il mondo. «Sono molto contento di essere arrivato in Italia ma ancora devo conoscere gli italiani», aveva dichiarato a Bordeline Sicilia un migrante originario del Bangladesh ospite nel Cas (centro di accoglienza straordinaria) gestito dalla cooperativa Mondonuovo a Testa dell’Acqua

«I 43 migranti sono stati collocati in una struttura adeguata allo scopo in una contrada urbanizzata a circa 20 chilometri dal centro abitato – ci tiene a sottolineare il sindaco di Noto Corrado Bonfanti – e sono presidiati a vista giorno e notte». Insomma, al momento, da lì non possono allontanarsi né le otto persone risultate positive al Covid-19, che non presentano nessun sintomo ma che sono state poste in isolamento, e nemmeno il gruppo dei 35 migranti i cui tamponi hanno dato esito negativo. 

«Non ci deve essere nessuna preoccupazione per la nostra comunità – afferma Bonfanti – perché non sarà consentita nessuna possibilità di contatto». In questo momento, in prefettura si sta svolgendo una riunione operativa di tutte le forze dell’ordine per adottare ulteriori provvedimenti. Anche per i sindaco «qualcosa nella gestione dello sbarco non ha funzionato. Quello che è accaduto non sarebbe dovuto accadere». Intanto, al presidente, restano – oltre a qualche lacuna sulla geografia siciliana – «due grandi domande: perché la quarantena sulla terra ferma? Perché nessuno ci informa sulle condizioni reali dei campi in Libia? Sono domande alle quali Roma ha il dovere di rispondere». Nell’attesa di eventuali chiarimenti dall’alto, Musumeci annuncia che «a questo punto, verificherò se non sia il caso di ordinare la zona rossa attorno alla struttura che ospita gli immigrati». 


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