Palermo, codice anti-contagio al Barbera «Tifosi, ci mancate ma ora stiamo a casa»

Cosa fa il Palermo in questo periodo di emergenza causa Coronavirus? Sull’asse campo-casa-campo i rosanero, nonostante il blocco del campionato, stanno provando a mantenere uno standard all’insegna della normalità. Parola poco compatibile con le abitudini e i ritmi di vita di questi giorni ma ancora presente nel vocabolario custodito negli scaffali della società presieduta da Dario Mirri. In un Barbera blindato, la squadra prosegue ogni giorno la preparazione rispettando, ovviamente, tutte le indicazioni specificate nel decreto ministeriale e le indicazioni ricevute dalla Federazione Medico Sportiva Italiana. Cautela e senso di responsabilità rappresentano le linee guida di una quotidianità condizionata, inevitabilmente, dalle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria.

Il codice anti-contagio prevede una serie di regole: i giocatori si spogliano in due luoghi diversi (che ogni giorno, oltretutto, vengono sanificati) e all’interno dello spogliatoio, dove possono entrare solo i tesserati, si cerca a scopo precauzionale di mantenere una distanza di sicurezza. I rosa, che hanno a disposizione bottigliette personalizzate e anche dei dispenser con adeguate soluzioni detergenti, si allenano inoltre a turno: mentre un gruppo è in campo l’altro, di solito, è nello spogliatoio e viceversa. Allo stadio, dove è stata allestita anche una palestra utilizzata individualmente, ogni movimento effettuato dagli uomini di Pergolizzi è funzionale all’esigenza di evitare il più possibile occasioni di affollamento. Concetto valido anche nella vita quotidiana dei giocatori ai quali la società ha chiesto il sacrificio di non partire nei giorni liberi per andare a trovare i propri parenti e, nello stesso tempo, di non ricevere persone provenienti da fuori.

Parola d’ordine, dunque, prudenza. Motivo per cui, in questo periodo, ai rosanero è stato consigliato anche di non frequentare di sera pub o ristoranti e di restare (va bene anche riunirsi in piccoli gruppi) il più possibile nelle rispettive abitazioni. Stop, ovviamente, anche ai contatti con i tifosi che, allo stato attuale, dovranno rinunciare alla richiesta di un autografo o ad una foto con i propri beniamini. «Cari tifosi, sono momenti difficili e dobbiamo impegnarci tutti a contenere l’emergenza – ha sottolineato il portiere Alberto Pelagotti in un video pubblicato dal Palermo sui canali social – ci mancate tantissimo ma per ora è meglio se restiamo tutti a casa. Non vediamo l’ora di festeggiare e cantare di nuovo con voi come fatto finora tutte le domeniche ma il periodo è abbastanza complicato e dobbiamo fare tutto il necessario per contenere l’emergenza e avere misure di sicurezza abbastanza importanti. Vi portiamo ogni giorno dentro i nostri cuori e speriamo veramente di potervi rivedere il prima possibile».

Non vivendo in un mondo a parte, anche i calciatori vivono e sentono questo momento. Ne è una conferma il gol nel sociale realizzato dal difensore palermitano Andrea Accardi che, attraverso il proprio account Instagram, si è esposto per una raccolta fondi finalizzata all’acquisto di attrezzature mediche destinate all’Ospedale Civico.


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