Lo stupro a Vittoria, Palumbo cambia penitenziario Legale: «Ricorso al Riesame contro carcerazione»

«Faremo ricorso al tribunale del Riesame contro l’ordinanza di custodia cautelare». A parlare è l’avvocato Gianluca Nobile, legale di Sergio Palumbo, il 26enne arrestato a Vittoria con l’accusa di avere rapinato e violentato per ore una giovane che si trovava all’interno della propria auto, una Fiat Punto, la notte tra il 2 e il 3 settembre. 

Nobile ha comunicato stamattina di accettare il mandato ricevuto dalla famiglia di Palumbo. «Ho parlato con il mio assistito, ma non posso dire altro se non che inoltreremo istanza al tribunale. Per la scarcerazione o per il passaggio ai domiciliari? Non è stato ancora deciso». Il 26enne, l’anno scorso, è stato arrestato e condannato in primo grado a quattro anni e otto mesi per una vicenda simile: il giudice ha ritenuto il giovane colpevole di avere abusato di una prostituta, dopo averla rapinata. Un incontro sessuale che si sarebbe trasformato in violenza, finché la vittima sarebbe riuscita a scappare. Al momento dell’aggressione di inizio mese, Palumbo aveva l’obbligo di dimora nel territorio del Comune di residenza. Misura che a suo tempo il giudice aveva ritenuto sufficiente, in vista dell’inizio del processo di secondo grado. 

Intanto il 26enne è stato trasferito dal casa circondariale di Ragusa al carcere di Caltagirone. Una decisione presa dal dipartimento di amministrazione penitenziaria per via del tipo di reato di cui è accusato. «A Caltagirone c’è una sezione protetta per i detenuti indiziati di reati sessuali – spiega Nobile -. Si tratta di una prassi, ed escludo che siano accaduti fatti specifici nei giorni scorsi».

«Siamo vicini alla giovane, la cui vita è stata irrimediabilmente segnata da uno dei reati più odiosi». Inizia così una nota dei commissari staordinari del Comune di Vittoria Filippo Dispenza, Giovanna Termini e Gaetano D’erba, subentrati alla guida dell’ente dopo lo scioglimento per mafia. «Un episodio esecrabile e devastante come questo richiede una ribellione corale da parte di tutta la città: la giovane vittima è figlia, sorella di ciascuno di noi, e nessuno può voltarsi dall’altra parte e fingere di non vedere l’orrore – proseguono -. Abbiamo il dovere civico e morale di contribuire, ognuno per la propria parte a riscattare la città di Vittoria da questa nuova onta». I commissari ripercorrono anche per i recenti fatti criminali che hanno riportato la città ipparina sulle pagine dei giornali. «La città non deve più essere ostaggio di questa protervia criminale – vanno avanti Dispenza, Termini e D’erba -. I cittadini perbene, che sono la stragrande maggioranza, devono assolutamente ribellarsi a questi gravissimi episodi di violenza e arroganza, manifestando apertamente solidarietà alla vittima della violenza sessuale, ma anche ai genitori di Alessio e Simone D’Antoni e all’uomo accoltellato da Rosario Greco. Recuperiamo serenità, dignità, credibilità».


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