Piazza Lanza, la denuncia dei Radicali «Carcere sovraffollato, ma il Ministero nega»

«Se in Italia vige il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, qualcuno dovrà pur essere responsabile dei trattamenti disumani e degradanti a cui sono sottoposti da anni i detenuti del carcere catanese di piazza Lanza». I Radicali continuano la loro battaglia contro il sovraffollamento nel penitenziario catanese, un istituto di pena in cui i reclusi si trovano in una situazione particolarmente delicata – denunciano in una nota a firma di Gianmarco Ciccarelli (segretario Radicali Catania) e Rita Bernardini (deputata Radicali/Pd) – e che, «nel corso dell’attuale legislatura è stata oggetto di quattro visite di sindacato ispettivo». 

Stavolta, a scatenare la contestazione è la risposta giunta dal ministero della Giustizia all‘interrogazione parlamentare presentata da Bernardini dopo la visita nella casa circondariale del 31 dicembre scorso. La deputata chiede al Governo di fornire spiegazioni sulle pessime condizioni in cui versa la casa circondariale etnea. In data 25 maggio 2012, infatti, i detenuti rinchiusi nel carcere di piazza Lanza erano 547, con uno spazio per ciascuno di gran lunga inferiore a tre metri quadrati. Un numero che si mantiene tale da oltre tre mesi, spiegano i Radicali, e che non accenna a diminuire, superando di gran lunga i limiti consentiti dalla legge. Sarebbero 155 i posti regolamentari secondo la Direzione del carcere, con una «capienza tollerabile al massimo di 221 reclusi», tetto accertato da un’ordinanza del magistrato di Sorveglianza di Catania. Ma il ministero dissente e dichiara le sue cifre: ben 361 posti regolamentari e la presenza tollerabile di 457 persone. Numero, allo stato attuale, comunque superato di quasi 100 unità. «Una soglia che non andrebbe oltrepassata per non incorrere nella violazione dell’artiolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali». «Un indecente balletto di numeri – dichiarano i Radicali – del tutto insoddisfacente, che non fa altro che confermare come il carcere catanese sia una struttura che allo stato attuale si pone completamente fuori dal perimetro di legalità».«Ma è davvero possibile che non si riesca ad avere chiarezza nemmeno su un’informazione di base come la capienza regolamentare?», chiedono.

Ma i problemi, nel carcere di piazza Lanza, non si limitano al sovraffollamento. L’assenza di riscaldamento e la limitata erogazione di acqua calda sono, secondo i Radicali,  mancanze «fatalmente giustificate da ministero in nome della carenza di fondi». «Sarebbe ora che da via Arenula giungesse un chiarimento definitivo poiché dietro questi numeri ci sono persone, nell’80 per cento dei casi in attesa di giudizio, costrette a vivere come polli in batteria». Un bluff che deve finire, avvertono. E per cui sono disposti a consegnare alla Procura della Repubblica di Catania un dossier con tutti i documenti in loro possesso. «Inclusa la risposta del Ministero della Giustizia all’interrogazione che abbiamo presentato».

«Dallo stato delle carceri si misura il livello di civiltà di un Paese. Lo Stato non ripaga mai con la vendetta, ma vince con il diritto e l’applicazione scrupolosa di regole e legge», diceva il ministro Paola Severino in occasione della sua visita a Catania del 28 gennaio. «Resta da capire – concludono i Radicali – quando si passerà dalle parole ai fatti».

[Foto di Alice Lucchin]


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Più di 500 detenuti, come polli in batteria, con meno di tre metri quadrati di spazio ciascuno, senza riscaldamenti né acqua calda. E' questa l'ennesima denuncia dei Radicali etnei riguardo alle condizioni del carcere catanese. Una polemica che si riaccende dopo la risposta del ministero della Giustizia all'interrogazione presentata dal deputato Rita Bernardini, in cui il Governo avrebbe «gonfiato» i limiti massimi di capienza della struttura. «Un bluff che deve finire» e per cui minacciano di rivolgersi alla Procura della Repubblica di Catania

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