Caltanissetta, 20 scuole potrebbero restare chiuse L’ex Provincia è in crisi. Non può pagare luce e gas

Oltre sedicimila studenti in provincia di Caltanissetta rischiano di non potere fare rientro in classe dopo le vacanze natalizie. Sono quelli che frequentano gli istituti superiori gestiti dal Libero consorzio, l’ex Provincia che, così come gli altri enti di area vasta della Sicilia, vivono una crisi finanziaria la cui soluzione non sembra dietro l’angolo. I conti in rosso hanno causato, infatti, la disdetta dei contratti di luce, gas e telefono in venti scuole. Bollette non pagate e servizi che non potranno essere garantiti. Nei prossimi minuti si terrà un vertice in prefettura per ragionare su cosa fare. 

Ad accendere i riflettori è stata anche la parlamentare Giusi Bartolozzi, che ha depositato un’interrogazione ai ministri degli Interni, dell’Economia e dell’Istruzione, oltre che una richiesta ispettiva all’assessorato regionaele alle Autonomie locali. «L’ente versa in una gravissima situazione finanziaria per il prelievo forzoso dello Stato – dichiara Bartolozzi – che ha eroso gli avanzi d’amministrazione e così non vengono pagate le spese correnti degli istituti e, cosa ancor più grave, non verrà assicurato il servizio di assistenza ai disabili. Tutto questo eè inaccettabile. Mi sono battuta per questo durante l’esame della manovra ma la maggioranza – continua la parlamentare nazionale – ha bocciato l’emendamento e poi il mio ordine del giorno per eliminare il prelievo forzoso, senza che alcun parlamentare leghista o grillino eletto in Sicilia abbia tentato di comprendere e sostenere questa giusta causa».

Tra chi risentirà dei disagi sono anche le società sportive che svolgono le proprie attività nelle strutture dell’ex Provincia. Questo il caso del PalaCarelli. «Attivi da dieci anni per lo sviluppo e il coinvolgimento dei giovani appassionati di Futsal – si legge in una nota della KalatC5, società di calcio a cinque -. La nostra società oggi si trova nell’impossibilità di proseguire le proprie attività didattico educative perché il Libero consorzio dal primo di gennaio ci ha comunicato la non possibilità di usufruire degli spazi regolarmente concessi sino al 31 dicembre per mancanza di fondi».


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