Caso farmacia, il processo va avanti Laboratori ancora sotto controllo

Rimandata al 10 ottobre la discussione davanti al gup sui casi di inquinamento ambientale nella facoltà di Farmacia di Catania. Questa la decisione del giudice Alessandro Ricciardolo che, ieri mattina, in sede d’udienza preliminare, dopo aver ascoltato le parti, ha rigettato tutte le obiezioni presentate dai difensori degli indagati. I laboratori oggetto dell’inchiesta, intanto, tornano d’attualità. Una recinzione nel giardino antistante aveva sollevato qualche dubbio. Mentre dall’Ateneo non arriva nessun chiarimento, dagli ambienti della Procura fanno sapere che si tratta di lavori di adeguamento fognario. Tenuti sotto controllo.

Tra le opposizioni presentate dalle difese nell’udienza di ieri anche quella circa l’impossibilità a procedere nella discussione per la mancata visione di una parte degli atti e della nuova documentazione depositata dal pubblico ministero lo scorso 13 settembre. Le carte si trovavano in due stanze separate, secondo gli avvocati degli indagati. Alcuni tra i legali hanno chiesto quindi più tempo per riformulare le singole difese. Ma il giudice non ha acconsentito. Di fatto, chiuse le indagini preliminari, l’intera documentazione è sempre stata a disposizione di tutti.

Sulle richieste di costituzione di parte civile, invece, il Gup si era già pronunciato a conclusione della precedente udienza, il 21 settembre scorso. Tutte ammesse: non solo i familiari delle presunte vittime, ma anche singoli privati e diverse associazioni. L’Università – da cui non è giunta nessuna richiesta – resta per ora parte offesa nel primo procedimento giudiziario aperto, ormai oltre tre anni fa, dalla Procura della repubblica di Catania sulla cattiva gestione dei laboratori di ricerca della facoltà di Farmacia. Tredici indagati tra dirigenti, professori e tecnici amministrativi dell’Ateneo tra cui l’ex direttore amministrativo dell’Università Antonino Domina, il direttore del dipartimento di Scienze farmaceutiche Franco Vittorio (all’epoca dei fatti a capo della commissione permanente per la sicurezza) e Lucio Mannino (dirigente dell’ufficio tecnico). Prosciolto l’ex rettore dell’Università e parlamentare nazionale Mpa, Ferdinando Latteri, deceduto lo scorso 14 luglio.

Non è stato ancora disposto, invece, l’incidente probatorio per il secondo procedimento giudiziario connesso al caso Farmacia. Quello per omicidio colposo plurimo, aperto subito dopo la denuncia dei familiari di Emanuele Patanè, dottorando morto a soli 29 anni per un tumore al polmone. Per verificare l’eventuale correlazione tra lo stato di inquinamento dell’edificio e le diverse tipologie tumorali riscontrate tra quanti vi lavoravano, andrebbero fatti accertamenti lunghi e complicati, partendo però da una base scientifica non così fragile: esistono diversi studi che collegano l’assimilazione di metalli pesanti nell’aria a specifiche tipologie tumorali. Tra i metodi di lavoro proposti, analisi specifiche su un campione di circa 34, 35 soggetti scelti tra quelli affetti dalle patologie più gravi. Queste dovrebbero consentire il rilevamento di eventuali nanoparticelle di metalli tossici presenti nel sangue. Ma i tempi e le modalità previste per gli accertamenti sono ancora da decidere. Per questo verrà nominato un perito e sarà valutata la più corretta tipologia di analisi.

In facoltà, intanto, sono tornati divieti di accesso e sospetti. Da qualche mese infatti una recinzione circonda il giardino davanti ai laboratori sequestrati all’epoca dei fatti e interamente riaperti circa un anno dopo. Nessun cartello spiega però di che lavori si tratti. Nessuna spiegazione è venuta dai responsabili dell’ufficio tecnico d’Ateneo, mentre l’ufficio stampa dell’università ha negato informazioni a Unaredazionesottosfratto in quanto blog (e non più Step1, testata giornalistica registrata). Dagli ambienti della procura arriva però una risposta: l’università sta adeguando la sua rete fognaria. Per i lavori sono previsti degli scavi nel terreno adiacente i laboratori della facoltà di Farmacia, gli stessi su cui tre anni fa sono stati effettuati i rilevamenti per le indagini. Lavori che la Procura tiene quindi sotto controllo.

 


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