Voto di scambio e rifiuti, indagati Pellegrino e Maesano Il consigliere comunale etneo è candidato a sindaco

Voto di scambio nell’ambito delle elezioni regionali del novembre 2017. È questo il cuore di un’inchiesta della procura di Catania, titolari i pubblici ministeri Marco Bisogni e Barbara Tiziana Laudani, in cui risultano indagati due ex sindaci: Ascenzio Maesano e Biagio Susinni, e un terza persona, Riccardo Pellegrino, che primo cittadino ambisce a diventarlo. La notizia, diffusa da Live Sicilia, coinvolgerebbe anche altre persone. Secondo quanto appreso da MeridioNews le maglie degli inquirenti si sarebbero allargate anche al settore dei rifiuti. Maesano, ex sindaco di Aci Catena, attualmente si trova sotto processo, dopo essere stato condannato in primo grado ed essere finito in manette per un presunto giro di corruzione negli appalti del Comune che amministrava. La tranquillità ormai da tempo non è più di casa nella cittadina, già scossa dal blitz Gorgoni del novembre scorso, in cui emerse, secondo l’accusa, il patto tra i clan Laudani e Cappello per la gestione dei rifiuti. 

Gli avvocati di Pellegrino per il momento temporeggiano. Spiegando al nostro giornale di non essere in grado «di aggiungere nulla». Il telefono del consigliere comunale intanto squilla a vuoto da ore. Eletto con la lista di Forza Italia, in queste settimane è impegnato nella campagna elettorale per diventare sindaco. Una scelta controcorrente, considerato che il suo partito sostiene la corsa dell’europarlamentare Salvo Pogliese

Il consigliere, nato e cresciuto nel quartiere San Cristoforo, aveva già tentato il grande salto a novembre 2017. Quando decise di candidarsi a deputato regionale nonostante il pesante fardello di essere considerato un impresentabile. A causa delle vicissitudini giudiziarie del fratello Gaetano, arrestato in passato nell’inchiesta Ippocampo e attualmente sotto processo. Per lui la procura di Catania, proprio con la magistrata Laudani, ha chiesto recentemente una condanna a dieci anni di carcere per mafia. Il parente del politico azzurro sarebbe stato uno dei fedelissimi di Sebastiano Mazzei, capo della cosca dei Carcagnusi di Catania. Lo stesso giovane consigliere è finito indagato per voto di scambio politico mafioso, salvo poi essere archiviato dalla giudice per le indagini preliminari Francesca Cercone.

Durante la campagna elettorale di novembre, accanto a Pellegrino si era schierato anche Biagio Susinni. Ex sindaco di Mascali, quando il Comune nel 1992 venne sciolto per le infiltrazioni di Cosa nostra. Il politico aveva sposato la causa presenziando, come raccontato da MeridioNews, anche durante l’inaugurazione del comitato elettorale. Susinni è stato arrestato nel 2003 insieme all’allora sindaco Filippo Monforte. Palcoscenico della vicenda, vent’anni dopo, sempre il Comune di Mascali.


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