Baiocco, l’entusiasmo di un ragazzo di 42 anni «Il Catania? Può tornare a essere protagonista»

Dieci stagioni in A con le maglie di Perugia, Juventus, Piacenza, Reggina, Catania e Brescia: tre reti e ben 254 presenze nella massima serie italiana. La carriera di Davide Baiocco, centrocampista perugino classe 1975, si commenta da sola: una vita sul più grande palcoscenico del calcio italiano, con l’onore di avere indossato anche la gloriosa casacca della Vecchia Signora nella stagione 2002-2003, accanto a compagni di reparto del calibro di Antonio Conte ed Edgar Davids. Non vanno ovviamente dimenticati gli exploit iniziali con il Perugia guidato da Serse Cosmi e i quattro splendidi anni vissuti a Catania, con una storica promozione in A nel 2006 e tre salvezze consecutive. Un legame con la Sicilia diventato oramai indissolubile e proseguito con le esperienze a Siracusa, Agrigento (Lega Pro e Serie D), fino agli ultimi campionati in Eccellenza con le maglie di Palazzolo prima e, adesso, Biancavilla.

«La Sicilia è diventata la mia seconda casa – ribadisce Baiocco a MeridioNews – sono innamorato di questa terra. Mi piace tutto: il clima, i paesaggi, la gente, anche il loro modo di affrontare le cose. Esistono le problematiche, ma i pregi sono maggiori: vorrei fare qualcosa di importante qui, ci sono i presupposti per fare bene». Il riferimento è alla sua volontà di intraprendere una carriera da formatore: diventare un maestro di calcio, per trasmettere il valore delle proprie esperienze ai più giovani. «Vorrei cominciare a fare un percorso per diventare allenatore di calcio: non avendo ancora avuto la possibilità di iniziare, collaboro con un amico in una accademia di perfezionamento». La chiamata del Biancavilla, quindi, non si poteva rifiutare: «Ho subito sposato questo progetto. Sono qui per dare una mano al mio amico, il mister Gaspare Cacciola. Il Biancavilla è una società seria, conosco molti ragazzi qui: vogliono fare le cose per bene, l’obiettivo è di fare il massimo, provando a vincere il campionato. Non sarà facile, ci sono molte squadre attrezzate però stiamo lavorando per questo».

Continuare ad avere la passione per scendere in campo, a 42 anni, non è comune. Davide Baiocco ritiene comunque di non avere particolari segreti: non esistono elisir di lunga vita. «Bisogna essere anzitutto fortunati a non avere molti problemi fisici – precisa l’ex centrocampista rossazzurro – e poi avere tanta voglia e passione. Io amo questo sport, è stata la mia vita e spero lo sia anche in futuro. In qualsiasi categoria se vuoi fare questo mestiere devi curarti al meglio, come se stessi giocando ai massimi livelli. È necessario curare il corpo e l’alimentazione, allenandosi sempre con la voglia di migliorarsi e, anche a 42 anni, essere ambiziosi: queste sono le mie armi per andare avanti».

Non può ovviamente mancare una riflessione sulle vicende rossazzurre. L’avvio di campionato non è stato entusiasmante, ma Baiocco non è allarmato. «Ho avuto l’opportunità di commentare la partita con la Casertana. Non mi piace fare il presuntuoso, dato che non conosco progetto tecnico e idee iniziali. La rosa però è composta da giocatori importanti che devono ancora diventare un gruppo vincente. Il Catania ha tutte le carte in regola per fare un campionato da protagonista: bisogna costruire e mettere insieme questi bravi giocatori, seguendo idee ben precise. Secondo me, però, chi viene a giocare a Catania deve avere la consapevolezza di dover mettere qualcosa in più per quanto riguarda il coraggio, la personalità e la presa di responsabilità. Catania è una piazza importante – ribadisce Baiocco – Bisogna vincere ed essere protagonisti: i giocatori non possono limitarsi a fare il compitino, si deve fare di più».

Osare e andare oltre i propri limiti dunque, per provare a emulare quel gruppo vincente di cui Baiocco ha fatto parte per quattro stagioni: «Ogni tanto mi sento con qualche ex compagno di squadra. Non sono una persona che chiama spesso, ma il rispetto e amicizia non finiscono di certo. Venerdì sera ho chiacchierato con Gionatha Spinesi (l’ex attaccante vive ancora nel capoluogo etneo, ndr) che ha commentato la partita tra Catania e Lecce: spesso ci sentiamo, parliamo di Catania. Nel nostro mondo non è facile stabilire rapporti veri e duraturi: per fortuna con qualcuno, come nel suo caso, ho avuto la fortuna di instaurarli».


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