Pranzo coniugi G7 a Catania, parla lo chef Cuttaia Finucceddrutinniruma e quel «tono confidenziale»

«Sono stato scelto per il G7 e mi fa piacere che a rappresentare la cucina italiana in questa occasione sia un cuoco siciliano». A parlare è Pino Cuttaia, chef bistellato sul quale è caduta la scelta per il pranzo di domani con le first lady e i first husband dei grandi della Terra. Ex dipendente Olivetti, e adesso tra i migliori cuochi a livello internazionale, Cuttaia si è sempre contraddistinto per il modo in cui, elaborando il concetto di memoria, riesce a veicolare la cucina tradizionale mediante un linguaggio contemporaneo.

Il pranzo si terrà nella sala Vincenzo Bellini del Comune di Catania e sarà preparato dal titolare de La madia di Licata per poi essere servito intorno alle 13, quando gli ospiti saranno di ritorno dal giro in elicottero sull’Etna. Ormai ufficiale anche il menù che i 40 invitati degusteranno: nuvola di caprese, mozzarella e pomodoro datterino (già Piatto dell’anno nelle riviste specializzate); trasparente di tenerume di cocuzza; arancino di riso con ragù di triglia e finocchietto selvatico; cornucopia di cialda di cannolo con la ricotta. Un pranzo leggero, anche in considerazione dell’altro impegno serale degli ospiti: la cena offerta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Taormina.

«Racconterò i nostri cibi attraverso i piatti domestici – continua Cuttaia – al contrario di quanto avveniva negli anni passati, quando i menù erano a base di caviale e tartufo». Per chi conosce Pino Cuttaia, anche questa scelta è una conferma del suo approccio alla cucina: semplicità nella linea, sostanza concettuale e forza comunicativa. Ma anche attaccamento alla terra: tutti i prodotti, infatti arriveranno dalla sua Licata. Licatese anche il vino che, secondo indiscrezioni, è stato scelto per il dessert: si tratta del Nikao della Tenuta Barone La Lumia

«È merito di Pino – afferma, a questo proposito, Salvo La Lumia, patron della cantina e vice presidente regionale del Movimento Turismo del vino – che ha scelto questo vino: lo conosce bene, dato che lo abbina spesso al suo cannolo. Si tratta di un passito ispirato al metodo di vinificazione greco. Ha un ottimo equilibrio, tra il dolce e il tannino corposo, ed è il primo passito di Nero d’Avola prodotto dalla Tenuta a partire dal 1995».

Raggiunto al telefono, il giorno prima del grande evento, lo chef si mostra tranquillo e orgoglioso di rappresentare la sua Licata e la Sicilia: «Il cuoco deve raccontare il territorio in modo domestico, ma con un gusto che risulti intellegibile a tutti i palati: familiare ma con ampi orizzonti». È divertito, Cuttaia, all’idea che Melania Trump o la first lady canadese Sophie Gregorie Trudeau, si ritroveranno a parlare del finucceddru che avranno appena assaporato o della consistenza della tinniruma licatese che sarà stata loro appena servita. 

«È bello proporre prodotti che abbiamo solo in Sicilia, conferisce un tono confidenziale a una tra le occasioni più importanti e formali della vita politica planetaria». Buon appetito, quindi, alle first lady ed ai first husband, e chissà che qualche paparazzo, nei giorni successivi, non ritrarrà qualcuno di loro ad acquistare le triglie assieme allo chef alla banchina di Licata, proprio come è suo solito. 


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