Genovese, revocato l’obbligo di dimora Esponente di Forza Italia torna in libertà

Torna libero il deputato nazionale di Forza Italia Francantonio Genovese. Lo ha deciso il tribunale della libertà di Messina in sede di rinvio dalla Cassazione. Accolte le istanze della difesa che avevano chiesto la revoca della misura dell’obbligo di dimora per l’ex esponente del Partito democratico. 

Il provvedimento cautelare era stato disposto il 25 novembre 2015, dopo la revoca degli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione del pianeta formazione Corsi d’oro. Con questa decisione l’onorevole potrà tornare a svolgere il proprio mandato parlamentare. «Il tribunale con motivazione pienamente condivisibile ha tardivamente fatto giustizia di una misura cautelare che, già nell’aprile del 2016, la Suprema Corte di Cassazione aveva censurato, evidenziandone la mancanza dei presupposti – afferma l’avvocato Nino Favazzo, legale di Genovese – anche in considerazione della impossibilità di conciliare la stessa con l’esercizio del mandato parlamentare. Una decisione giusta, dunque, che ha il solo torto di arrivare tardi». 

Le vicende giudiziarie di Genovese hanno inizio il 17 luglio 2013 quando il gip Giovanni De Marco firma la proroga delle indagini nell’inchiesta sul mondo della formazione a Messina e tre enti – Lumen, Aram e Ancol – finiscono al centro dell’indagine condotta dalla sezione di polizia giudiziaria e dalla guardia di finanza. Tra gli indagati spiccano i nomi di Francantonio Genovese e del cognato Franco Rinaldi. Otto mesi dopo, il 19 marzo 2014, la procura chiede la custodia cautelare per Genovese. Comincia così l’iter parlamentare che ha portato alla richiesta di arresto, prima alla giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio, in base all’articolo 68 della Costituzione, e dopo alla Camera che a maggio del 2014 vota il via libera all’arresto di Genovese. 

Il parlamentare prende l’aereo e, arrivato a Messina, si presenta con il suo avvocato in carcere. Ci resterà pochi giorni. Gli vengono concessi i domiciliari, ma la procura ricorre al Tribunale della libertà. A gennaio 2015, il Riesame accoglie il ricorso della procura. Un periodo durato complessivamente circa 19 mesi. Il mese dopo inizia il processo Corsi d’Oro 2 a carico di Genovese, per cui il politico è accusato di associazione a delinquere, riciclaggio, frode fiscale, truffa e tentata estorsione. La prima sentenza, in questo processo, è arrivata lo scorso mese con Genovese che è stato condannato in primo grado a undici anni di reclusione.


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