Donna Franca, icona della Palermo Liberty Il ritratto è ancora in attesa di nuova dimora

Bellissima, raffinata, sensuale, simbolo indiscusso della Belle Époque palermitana. È Donna Franca Florio, icona di stile e di eleganza che per la sua classe fu chiamata da Gabriele d’Annunzio l’Unica. Un immaginario, quello attorno alla storia e alla personalità di Donna Franca, che trova la massima espressione nel ritratto che il pittore Giovanni Boldini le fece nel 1901: qui è dipinta con un abito scollato e in posa ammiccante – a detta del marito Ignazio –, con una lunga collana di perle che la rendeva una delle donne più ammirate e invidiate d’Europa.

Il malcontento del marito costrinse Boldini a realizzare un altro ritratto, in cui la donna indossa un abito meno scollato del precedente. Questo dipinto, nel 1903, fu esposto alla Biennale di Venezia, ma poi se ne persero le tracce. Il ritratto precedente invece, quello censurato, continuò a essere oggetto di modifiche del Boldini per tanto tempo, su indicazioni della stessa Donna Franca.

Un ritratto che per storia e aneddotica ha fatto epoca, ma di cui oggi non si conosce il futuro. Dal 2006 al 2015 ha avuto dimora a Villa Igiea, la sua casa originaria, ma dopo il fallimento della società Acqua Marcia il dipinto è finito all’asta e ha lasciato Palermo in attesa di nuova dimora. Dal prossimo 4 marzo sarà esposto al Complesso del Vittoriano a Roma, in occasione della retrospettiva dedicata a Giovanni Boldini. Durante il periodo della mostra, inizierà la procedura di vendita curata dalla Casa d’Aste Bonino.


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