Fondi periferie, Catania solo 93esima in graduatoria Comune escluso, ma reinserito dalla legge di Bilancio

«Non conoscendo i dettagli di questo finanziamento da 16 milioni di euro per le periferie, e i progetti relativi, la Cgil e il Sunia, chiederanno presto un incontro all’assessore competente per poter confrontare le idee e le esigenze reali del territorio». Lo scrive Sara Fagone, responsabile Cgil periferie, in una nota inviata alla stampa. Il riferimento è all’annuncio fatto dal sindaco di Catania Enzo Bianco pochi giorni fa relativamente ai fondi del Programma Straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia. Il progetto del Comune, passato inizialmente in sordina perché la graduatoria pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso 5 gennaio lo escludeva per un punteggio troppo basso dai finanziamenti, è stato presentato lo scorso giugno. Si tratta di varie azioni di riqualificazione nei quartieri di Trappeto Nord e San Giovanni Galermo,  e ha avuto assegnato su un massimo di cento possibili solo quaranta punti per la proposta progettuale. 

La proposta comunale si trova al posto 93 su 120 nella graduatoria, inserita nel decreto del 6 dicembre 2016 che stanzia, in base a quanto stabilito dalla legge di Stabilità 2016, solo 500 milioni di euro per i progetti. Una cifra sufficiente per i primi 24. La legge di Bilancio 2017, fa sapere il Comune, ha però inserito le risorse per garantire il completo finanziamento degli altri 96 progetti in graduatoria, e le somme dovrebbero essere disponibili già alla fine di gennaio, quando il Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica, si riunirà per erogare i fondi. 

Il sindaco Enzo Bianco, nel commentare lo stanziamento, ha comunque parlato di «preciso segno di attenzione verso Catania. Un’attenzione finalizzata ad alleviare il degrado delle periferie, a rivedere con occhio e funzioni diverse le aree e le strutture pubbliche esistenti, con l’intento di sviluppare un nuovo welfare urbano che abbia ben presente i settori dei servizi sociali, culturali ed educativi». Ma ad essere finanziati saranno i progetti provenienti da tutte le province e città metropolitane d’Italia, nessuna esclusa.

Fagone, nella nota, chiede al Comune «che stavolta non vengano adottati interventi e progetti calati dall’alto, ma che siano i cittadini, insieme all’amministrazione, a lavorare su esigenze reali del proprio territorio». Le speranze, però, sembrano disattese: dell’analogo progetto della Città metropolitana di Catania, dal valore di 40 milioni che come quello comunale verranno erogati dal Cipe a fine mese, non sono stati resi pubblici i dettagli. Di certo c’è che la graduatoria gli assegna una posizione 103 su 120, con appena 35 punti, venendo battuta dalla città metropolitana di Messina – posizione 101 -, ma soprattutto da quella di Palermo, che con 63 punti si trova in posizione 67 in graduatoria. Il primo classificato, la città metropolitana di Bari, dalle dimensioni e caratteristiche simili a quella etnea, ha ottenuto – per fare un raffronto – 95 punti. E tutti i progetti riceveranno esattamente 40 milioni.


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Nella legge di Stabilità del 2015 era previsto uno stanziamento per città metropolitane e capoluoghi da 500 milioni di euro. Catania ha presentato due proposte progettuali, rimanendo esclusa insieme ad altri 96 enti. Ma i fondi, 16 milioni per il Comune e altri 40 per la città metropolitana, arriveranno comunque. E in tutta Italia

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