Natale low cost: no, non è un cinepanettone Il regalo si sceglie tra le bancarelle del centro

«Bisogna capire cosa intende la gente per low cost». Chiara, gentilissima, ti risponde così quando le chiedi se nella bancarella di oggetti fatti a mano in via Maqueda si è fermato nessuno per comprare un regalo che non comporti spese esose. Esposti sul banchetto ci sono braccialetti, portagioie, orecchine e collane. A gestire il banchetto sono lei ed Eliseo. «Vendiamo prodotti che costano in media sui 20-25 euro, ma anche altre cose a prezzi più bassi. Non tutti, però, capiscono che i nostri sono manufatti lavorati artigianalmente, che hanno un costo. Spesso la gente si ferma e chiede di trattare sul prezzo, altre volte se ne va con l’aria di chi abbia sentito proporsi costi fuori dal mercato». Che c’entri la crisi? «Quest’anno è venuta poca gente, ci sono stati anche meno turisti,  per quel che ci riguarda – dice ancora Chiara – possiamo dire certamente che gli affari non sono andati bene. Chissà, magari in questo breve lasso di tempo le cose andranno meglio», sorride scambiandosi uno sguardo speranzoso con Eliseo.

La crisi economica non si prende una vacanze nemmeno per le festività natalizie, ma c’è una categoria alla quale proprio non si possono chiedere sacrifici in questo periodo: i bambini. E allora ecco che nei negozi di giocattoli, dove abbassare i prezzi non è semplice per via della concorrenza dei megastore, bisogna trovare soluzioni alternative per attirare i clienti. «Abbiamo deciso di regalare un buono da spendere per l’Epifania a chi comprerà un giocattolo da regalare a Natale – spiega un commesso di un negozio del centro storico – Con una spesa di 60 euro diamo un ticket che vale 18 euro da poter utilizzare per il 6 gennaio. Faremo così per non subire i grandi centri commerciali che, comprando merce all’ingrosso in grosse quantità, può permettersi di vendere al dettaglio a costi competitivi».

Oltre a chi vende c’è anche chi compra. E quando si tratta di mettere mano al portafogli, in tempo di crisi economica, è più che comprensibile essere oculati, anche a Natale. «Personalmente ho scelto di comprare dei libri – dice Salvo – ma non sono andato in libreria. Ho preferito acquistarlo dai venditori che ci sono in via Libertà, quelli che espongono i volumi nelle bancarelle. Dovrò fare io la confezione regalo, ma pazienza». E c’è anche chi è intento a scegliere borse o portafogli in pelle sulle stoffe degli ambulanti in centro: Purtroppo in un negozio ‘vero’ non posso permettermi di comprare merce di qualità – spiega Pietro – mentre qui le cose costano relativamente poco e riesco anche a fare un bel regalo. Paura di incappare nella fregatura? Mi fido del mio istinto»


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