Parcheggiare in aeroporto, scali siciliani a confronto Comiso più economico, Palermo costa triplo di Roma

Lasciare l’auto nei parcheggi degli aeroporti siciliani? In alcuni casi costa più che a Roma Fiumicino e Milano Malpensa. Non solo il caro biglietti dei voli, dunque. Chi deve partire e non ha la fortuna di avere un accompagnatore che lo lasci davanti alla porta del terminal, deve fare i conti anche con le spese della macchina. Quanto costa parcheggiare un mezzo nei quattro scali dell’Isola? Moltissimo a Palermo, fino al triplo rispetto a quanto si riesce a pagare a Roma prenotando per tempo. Cifra superiore rispetto ai prezzi della capitale anche a Trapani Birgi, mentre va un po’ meglio in Sicilia orientale: all’aeroporto Fontanarossa di Catania, ma soprattuto al Pio La Torre di Comiso, che risulta il più conveniente sia per la sosta breve che in quella lunga.

Partendo dalla sosta breve, il costo dei parcheggi gestiti dalle società titolari degli aeroporti siciliani non supera quelli di oltre Stretto. Tutti hanno una soglia di tempo entro la quale non si paga: a Trapani, Palermo 15 minuti, Catania 20 minuti. Successivamente scatta il costo della prima ora: il più conveniente è Comiso con un euro, segue Catania con due euro, a Palermo se ne spendono tre, esattamente quanto a Milano Malpensa. Si sale ancora a Trapani: 3,50 euro. Mentre il più caro è Fiumicino dove 60 minuti costano 6,50 euro

Gli scali siciliani diventano più economici prendendo in considerazione una sosta di 12 ore, usuale per chi, soprattutto per motivi di lavoro, lascia l’auto la mattina e la riprende la sera. A Catania, Palermo e Trapani il costo è di nove euro, ancora una volta il più economico è Comiso, dove si scende a otto. Nel capoluogo etneo c’è anche una possibilità più conveniente, ma esterna allo scalo: grazie a un accordo tra l’Azienda municipale trasporti del Comune e la Sac, società che gestisce Fontanarossa, si può lasciare l’auto nel parcheggio gestito dall’Amt a un costo di 50 centesimi l’ora per le prime 5 ore, o di 2,50 euro al giorno. L’area, non custodita, dista 900 metri dall’aeroporto ed è collegata da una navetta gratuita con una frequenza di 6-8 minuti. 

Va sottolineata una sostanziale differenza tra i vari scali siciliani, da tenere in considerazione anche per le soste più lunghe: mentre nei due aeroporti principali, Fontanarossa (a eccezione dell’area gestita da Amt) e Punta Raisi, i parcheggi sono controllati, in quelli di Trapani e Comiso le auto rimangono non custodite. In ogni caso le cifre sono di gran lunga inferiori a quelle di Fiumicino e Malpensa: nel primo per 12 ore di sosta servono 18 euro, nel secondo 19. 

Una differenza che invece si annulla, e in alcuni casi si capovolge, se si prende in considerazione la sosta lunga per una settimana. In questo caso ad abbattere i costi a Roma e Milano sono le prenotazioni: così, pensandoci per tempo, parcheggiare l’auto per sette giorni a Fiumicino può costare un minimo di 41 euro. Sette euro in più, 48, a Malpensa. E in Sicilia? Gli utenti dovranno pagare di più, con la solita eccezione di Comiso, dove la tariffa si ferma a 39 euro, e di Catania per il parcheggio gestito da Amt, dove per una settimana si pagano 17,50 euro. Altrimenti, nel capoluogo etneo, il prezzo sale a 42 euro. A Trapani ne servono 56. Ma il record negativo spetta a Palermo: per una settimana tocca pagare 105 euro per il parcheggio non custodito, 140 per quello controllato (cioè 20 euro al giorno senza nessuna tariffa a scalare). Più del triplo di quanto non si spenda a Roma Fiumicino. E a quel punto le spese del viaggio sono appena iniziate.


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

L’oroscopo di questa settimana dall’8 giugno 2026 manda messaggi chiari ai segni zodiacali. E parla di romanticismo per i segni d’acqua: Cancro, Scorpione e Pesci. Mentre i segni d’aria – Gemelli, Bilancia e Acquario – osano sempre di più, sotto la spinta del Sole e di Urano. Ne godono anche Ariete e Leone, mentre il […]

Inserirsi per la prima volta nel mondo del lavoro. O tornarci, aggiornando le proprie competenze e qualifiche professionali. L’obiettivo occupazione si fa concreto in alcuni settori e territori, con una domanda di personale qualificato che continua a crescere. E, adesso, è raggiungibile con un nuovo strumento: l’avviso 1 POC 2026 della Regione, per la realizzazione […]

Negli ultimi anni il settore agricolo ha vissuto una trasformazione profonda. Non solo nei campi, ma nel modo stesso in cui le aziende agricole devono ragionare, seguite da una consulenza altrettanto agile. Chi lavora ogni giorno accanto a queste realtà lo vede chiaramente: produrre bene, oggi, non basta più. Bisogna confrontarsi con energia, sostenibilità economica, […]