Il giorno dopo la kermesse di Controcorrente, il movimento fondato da Ismaele La Vardera, che ha riacceso i riflettori sul dibattito politico regionale e le fibrillazioni all’interno dell’opposizione, Cateno De Luca sceglie Catania per lanciare una risposta tattica. Presso la sede distaccata dell’Ars a Palazzo Minoriti, il leader di Sud chiama Nord ha riunito la […]
La contromossa di Cateno De Luca: da Catania scatta la sfida a tre liste
Il giorno dopo la kermesse di Controcorrente, il movimento fondato da Ismaele La Vardera, che ha riacceso i riflettori sul dibattito politico regionale e le fibrillazioni all’interno dell’opposizione, Cateno De Luca sceglie Catania per lanciare una risposta tattica. Presso la sede distaccata dell’Ars a Palazzo Minoriti, il leader di Sud chiama Nord ha riunito la stampa per ufficializzare otto nuovi innesti nel collegio etneo a sostegno del suo governo di Liberazione. In vista delle elezioni regionali 2027, con l’obiettivo di occupare la scena con la concretezza dei territori e anticipare qualsiasi tentativo di logoramento o frammentazione dell’area civica ed europeista.
Gli otto innesti etnei: professioni, sindacato e territorio
A fare gli onori di casa è stato Marco Forzese, vice coordinatore regionale del partito. La truppa dei nuovi profili punta fortemente sulla rappresentatività categoriale e sulla presenza capillare nei vari Comuni della provincia. Nomi che spaziano dalla sanità all’imprenditoria: Davide Gullotta (farmacista e presidente della Federazione Nazionale Parafarmacie, Mascali); Giovanni Marchese (funzionario nel settore della sicurezza, Acireale); Vincenzo Neri (dirigente sindacale del settore sanità, San Giovanni La Punta); Riccardo Pellegrino (consigliere comunale di Catania, fuoriuscito da Forza Italia); Pietro Pignataro (medico odontoiatra, Nicolosi); Sebastiano Raciti (imprenditore, Acireale); Annalisa Sapienza (operatrice di CAF e patronato, Mascali) e Angela Sciacca (coordinatrice territoriale dei tecnici di radiologia dell’ASP etnea). Con questo pacchetto, il computo dei candidati ufficializzati sale a 17 nomi: 11 uomini e 6 donne.
L’asticella del 20 per cento
La roadmap tracciata da De Luca fissa al prossimo 28 settembre il termine ultimo per completare le rose dei primi due simboli storici: Sud chiama Nord e De Luca Sindaco di Sicilia. Tuttavia, la vera novità tattica risiede nella terza gamba della coalizione, la lista Liberi e Forti. A differenza del 2022, la strategia punta a un’architettura a tre contenitori dotati di pari dignità strategica e forza propulsiva, pensati per superare tutti lo sbarramento del 5 per cento e trascinare il progetto globale oltre la soglia del 20 per cento. Una distinzione netta riguarda i parlamentari regionali uscenti: confluiranno proprio nel listino di Liberi e Forti, contenitore aperto alle interlocuzioni politiche e alleanze d’area.
Oltre gli schemi classici: la risposta a Controcorrente
Il posizionamento rivendicato da Catania punta direttamente a superare le tradizionali contrapposizioni ideologiche. Mandando in soffitta la rigida ripartizione tra destra e sinistra, De Luca intende rivendicare la centralità del proprio progetto di rottura. Sottolineando come la selezione della classe dirigente risponda all’esigenza di profili liberi, non condizionati dalle vecchie logiche di appartenenza. Una mossa politica precisa, che giunge all’indomani del raduno di Controcorrente e dei numerosi veti pronunciati contro un’eventuale presenza di De Luca nel campo largo. A dimostrazione che la corsa per la leadership dell’opposizione e la guida dell’Isola passa per la mobilitazione sui territori.