Catania, una lite in discoteca tra clan dietro il ferito trovato in via Fava: tre arresti

Tre arresti per tentato omicidio e mafia, compreso il ragazzo ferito trovato riverso, a febbraio, in via Fava, a Catania. Due persone sono accusate di tentato omicidio, porto e detenzione illegale di arma da sparo, con l’aggravante della mafia, per agevolare il clan Cappello-Bonaccorsi. Alla terza persona, la vittima 20enne, a sua volta sospettata di essere vicina alla famiglia Santapaola, viene contestato il porto e detenzione illegale di arma da sparo.

Il ritrovamento del ferito a febbraio

La vicenda parte dal 15 febbraio quando, intorno alle 4 di notte, il ragazzo veniva trovato riverso a terra e sanguinante in via Fava, nella zona dello stadio, a Catania. Trasportato all’ospedale Garibaldi centro, si accertava che aveva ricevuto un colpo di pistola, con il proiettile entrato e uscito sotto l’ascella, da dietro a davanti. Un agguato dovuto, secondo le indagini, a controversie tra il clan Cappello-Bonaccorsi e la cerchia, anche familiare, di un esponente dei Santapaola.

La lite in discoteca che porta all’agguato

In questo contesto, secondo gli investigatori, si inserisce una lite in discoteca, in cui alcuni giovani di San Giovanni Galermo avrebbero picchiato il fratello minore del ferito trovato poi in via Fava e un nipote minorenne di un esponente dei Santapaola. Per vendetta, il 20enne – in quanto fratello maggiore -, insieme ad altre cinque persone di San Giorgio, si sarebbero diretti con tre moto a San Giovanni Galermo. Venendo però intercettati, intorno alle tre e mezza del mattino, in viale Tirreno, dai rivali già pronti e anche loro armati. Che, inseguendoli con due auto, aprivano il fuoco, ferendo appunto il 20enne.

Il fuoco di risposta e il ritrivamento del ferito

A quel punto i tre scooter, rispondendo al fuoco, si sono allontanati verso la zona dello stadio Dove, arrivato in via Fava, la vittima è caduta dalla moto per la ferita riportata. E gli altri lo abbandonavano allontanandosi. Poi rintracciato all’interno della piazza di spaccio del civico 121 di via Capo Passero, è stato anche lui arrestato pure per detenzione e spaccio. Venendo trovato con 120 dosi di cocaina, crack e marijuana.


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