La storia degli ultimi dieci anni di Siracusa raccontata in chiave ironica e satirica: è Archimete Pitacorico. Dieci anni di articoli, ironia e disastri annunciati. Il libro in cui Emiliano Colomasi ha raccolto molti dei post scritti nell’ultimo decennio e pubblicati sul suo blog. «Alcuni – racconta l’autore a MeridioNews – sono ancora incredibilmente attuali. […]
Siracusa e gli ultimi 10 anni di storia non istituzionale: la satira di Archimete Pitacorico si fa libro
La storia degli ultimi dieci anni di Siracusa raccontata in chiave ironica e satirica: è Archimete Pitacorico. Dieci anni di articoli, ironia e disastri annunciati. Il libro in cui Emiliano Colomasi ha raccolto molti dei post scritti nell’ultimo decennio e pubblicati sul suo blog. «Alcuni – racconta l’autore a MeridioNews – sono ancora incredibilmente attuali. E, per certi aspetti, la cosa è preoccupante. Altri, invece, sembrano provenire da un’epoca lontana e raccontano, quasi con tenerezza, una realtà ormai differente e remota».
La playlist di Archimete Pitacorico

Riflessioni e dialoghi che prendono spunto da episodi di vita quotidiana, dentro e fuori dai social, e tracciano una sorta di identikit della siracusanità più verace. Una raccolta che adesso viene pubblicata sotto forma di libro, con la prefazione dello scrittore siracusano Mario Fillioley. «Nella risistemazione dei contenuti – spiega Colomasi – non ho seguito l’ordine cronologico, ma li ho ordinati come fosse una playlist musicale». Per l’autore, l’idea di mettere insieme i post – a distanza di un decennio dai primi – somiglia a «una rimpatriata. Come quando, dopo trent’anni, ci si rivede in pizzeria con i compagni di scuola. E allora si nota che qualcuno è rimasto uguale, altri sono cambiati. Poi c’è chi è e si sente completamente fuori posto e altri che vorrebbero soltanto tornarsene a casa il prima possibile».
Quello che ne è venuto fuori sono quattro capitoli, ciascuno dei quali con un’anima di Archimete Pitacorico. «Ci sono i pezzi più seri e riflessivi, la cronaca immediata, i dialoghi e i glossari dei commenti social. Scrivere non è mai un gesto neutro – sottolinea l’autore – ma è sempre un modo per prendere posizione». E quella di Colomasi somiglia a chi riesce ancora a guardare da fuori, con ironia, un luogo a cui appartiene profondamente. Ciò che viene fuori è la versione non istituzionale della storia di Siracusa degli ultimi dieci anni. In cui sono i dettagli che potrebbero sembrare meno rilevanti a diventare fondamentali chiavi di lettura della società.
Dieci anni di satira sulla siracusanità
«In questo decennio – racconta l’autore – il mio modo di fare satira è stato influenzato e si è mosso di pari passo con la città. All’inizio ero certamente più fiducioso che fare notare e sottolineare certi aspetti della popolazione siracusana con toni ironici potesse aiutare a migliorare. Ultimamente – ammette Colomasi – sono più disilluso. Così, perdendo un po’ di speranza, a essere cambiato è innanzitutto il mio approccio alla scrittura satirica. Ma lo sguardo è rimasto quello». Del resto è ormai diventato riconoscibile e funziona anche nella stratificazione di diversi livelli: da quelli leggeri a quelli più complessi che necessitano di approfondimento.
Tornato a Siracusa, dopo 15 anni trascorsi tra Bologna e Milano, Colomasi non fa mistero del fatto che «il mio rapporto con la città è e rimane di amore e odio. Ho scelto di ritornare perché sono convinto che, nonostante tutto, sia un bel posto in cui vivere – dice -. Soffro piccole e grandi storture, diventate atteggiamenti comuni, e alcune scelte politico-amministrative. Capita che non faccia in tempo ad affacciarmi e rigenerarmi guardando l’alba, che subito noto la mia macchina bloccata da altre auto in seconda o terza fila». Scene di vita quotidiana che diventano materiale per Archimete Pitacorico. «Conosco le dinamiche siracusane e, per fortuna, in famiglia abbiamo sempre dato un certo peso al sarcasmo e all’ironia – conclude Colomasi -. Non potrei replicare lo stesso modello altrove, perché non avrei questa stratificazione di livelli di conoscenza del territorio».