Catania in vendita, la cordata locale si ritira Pulvirenti voleva lo streaming della trattativa

Gli imprenditori catanesi interessati all’acquisto del Calcio Catania si ritirano. A dare la notizia è l’assessore comunale Giuseppe Girlando, delegato dal sindaco Enzo Bianco a seguire la trattativa che si era aperta qualche settimana fa. Causa del disimpegno sarebbero le parole dette da Antonino Pulvirenti nel corso della conferenza stampa tenuta ieri a Torre del Grifo. L’ex presidente del club aveva annunciato, in quell’occasione, che l’incontro con la cordata era stato spostato giovedì alle 10 e che sarebbe stato trasmesso in streaming. «Con le sue esternazioni, sembra intenzionato a proseguire nella gestione del Calcio Catania», dice Girlando, che si riferisce a Pulvirenti chiamandolo ancora «presidente». Nonostante lo stesso abbia sottolineato di avere parlato col titolo di proprietario. «Gli imprenditori che si erano messi a disposizione per rilevare la società rossazzurra – conclude l’assessore – non ritengono più necessario un loro intervento».

A muovere l’interesse di acquisto del club, come ricordato dal Comune, era stata la volontà di «evitare che il calcio a Catania potesse essere cancellato dallo scandalo della compravendita delle partite». Allo scoppio dell’indagine I treni del gol, che vede PulvirentiPablo Cosentino indagati per truffa e frode sportiva, presidente e amministratore delegato si erano dimessi lasciando la società senza vertici dirigenziali. Alle prese con l’iscrizione al campionato di serie B e il pagamento degli stipendi dei calciatori, il club pareva in difficoltà anche economiche. Risolte queste pendenze, Pulvirenti aveva annunciato ieri la messa in vendita del club ma aveva mostrato dubbi sull’esito positivo delle trattative a causa del «poco entusiasmo dei possibili acquirenti». L’impegno della cordata catanese, che aveva risposto a un preciso appello del sindaco Bianco, sarebbe durato «per non più di due stagioni nell’attesa di trovare un definitivo acquirente», specifica il Comune. 

Gli imprenditori coinvolti, per bocca dell’assessore Girlando, abbandonano il tavolo delle trattative augurandosi che «acquisiti gli esiti della giustizia sportiva e ripudiati definitivamente gli errori del recente passato, il Calcio Catania possa rapidamente ritornare a giocare su palcoscenici che la città e i tifosi meritano».


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