Patti, in provincia di Messina, sarebbe il primo dei Comuni italiani sopra i 10mia abitanti per intensità di gioco d’azzardo online. Così risulta dai dati pubblicati nella quarta edizione del report annuale de Il libro nero dell’azzardo. Lo Stato perdente. Stando ai numeri pubblicati nel documento, curato dalla fondazione Isscon e voluto da Federconsumatori e […]
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Patti capitale italiana dell’azzardo online. Il sindaco non ci sta: «Etichetta ingiusta e offensiva»
Patti, in provincia di Messina, sarebbe il primo dei Comuni italiani sopra i 10mia abitanti per intensità di gioco d’azzardo online. Così risulta dai dati pubblicati nella quarta edizione del report annuale de Il libro nero dell’azzardo. Lo Stato perdente. Stando ai numeri pubblicati nel documento, curato dalla fondazione Isscon e voluto da Federconsumatori e Cgil, sarebbero 7715 gli euro pro capite (con una media nazionale di 2.365,81 euro) spesi in gioco d’azzardo online a Patti. «Per noi è stato un fulmine a ciel sereno – commenta a MeridioNews il sindaco Gianluca Bonsignore -. È come dire che nel deserto del Sahara piove ogni giorno».

«Patti non è la capitale italiana dell’azzardo online»
Una similitudine con cui il primo cittadino di Patti riassume la posizione dell’intera cittadina del Messinese che «rifiuta con forza l’immagine di “capitale italiana dell’azzardo online“». Non solo in teoria, ma anche con una presa di posizione pratica che arriva con un documento ufficiale da parte del Consiglio comunale. Con maggioranza e opposizione pienamente concordi nel chiedere una rettifica e contestare le modalità con cui la vicenda è stata raccontata. «Una narrazione superficiale, dannosa e lesiva – lamenta il sindaco -. Di fronte alla quale ci spogliamo dell’umiltà che ci ha sempre contraddistinti e andremo fino in fondo per non permettere a nessuno di sporcare l’immagine della nostra città».
Il sindaco contro le «etichette ingiuste e offensive»
Nelle prime pagine del Libro nero dell’azzardo, inoltre, Patti viene descritta come «un Comune con una storica presenza della malavita organizzata». Altra definizione che il sindaco e il resto della cittadinanza non ha intenzione di farsi andare giù. «Storicamente, e non lo dico di certo solo io – sottolinea Bonsignore al nostro giornale – non ha mai registrato episodi riconducibili alla criminalità organizzata. Per dirne una: non è mai stato sciolto per mafia». Insomma, anche questa sarebbe per il sindaco «un’etichetta ingiusta e offensiva» attribuita alla cittadina in provincia di Messina.
Patti «non è un paese di ludopatici»
Le rimostranze del primo cittadino, però, non sembrano essere un escamotage per mettere la testa sotto la sabbia. «Il fenomeno dell’azzardo preoccupa ogni amministratore responsabile – ci tiene a sottolineare Bonsignore -, ma Patti non è un paese di ludopatici come è stato descritto in modo piuttosto superficiale. E, soprattutto – aggiunge il sindaco – non possiamo lasciare che si insinuino ombre di illegalità e riciclaggio».