Un finto nipote e un finto carabiniere sono i protagonisti delle truffe delle ultime ore agli anziani in Sicilia. I carabinieri di Modica, in provincia di Ragusa, hanno denunciato una 42enne residente a Catania: un suo complice all’ora di pranzo aveva chiamato una 86enne modicana a casa affermando di essere un impiegato postale che aveva in quei […]
immagine creata con l'intelligenza artificiale
Modica, la truffa del finto nipote: arrestato un 42enne
Un finto nipote e un finto carabiniere sono i protagonisti delle truffe delle ultime ore agli anziani in
Sicilia. I carabinieri di Modica, in provincia di Ragusa, hanno denunciato una 42enne residente a Catania: un suo complice all’ora di pranzo aveva chiamato una 86enne modicana a casa affermando di essere un impiegato postale che aveva in quei momenti di fronte il nipote della signora.
La truffa del finto nipote
Fortunatamente all’interno dell’abitazione della vittima era presente anche la figlia che ha capito subito il tentativo di raggiro. Così è subentrata nella telefonata, ascoltando i truffatori alla cornetta. Il finto nipote, per portare avanti il tentativo di truffa, chiedeva insistentemente alla nonna l’invio di denaro per poter ritirare un importante pacco alle Poste. La figlia dell’anziana signora, cercando di assecondare i truffatori, è rimasta ad ascoltare l’interlocutore. Subito dopo ha contattato i carabinieri tramite il numero di emergenza (112).
Dall’altro lato della cornetta il finto nipote ha avvertito la donna che nel giro di pochi istanti sarebbe arrivata presso la sua abitazione una sua amica a farsi consegnare il denaro che gli serviva per ritirare il fantomatico pacco. Effettivamente proprio in quegli istanti ha squillato il citofono dell’appartamento dell’anziana: a farlo suonare era una donna, che di lì a poco si è presentata come l’amica del nipote, venuta a ritirare i soldi. Nello stesso istante sono arrivati i carabinieri e la donna al citofono ha cercato di dileguarsi, invano. È stata bloccata e identificata.
Il raggiro del finto carabiniere
Il sedicente carabiniere si è, invece, presentato nel Messinese: si tratta di un catanese di 23 anni che il 16 aprile scorso aveva contattato telefonicamente la vittima, preannunciando l’imminente arrivo a casa di un finanziere incaricato di compiere accertamenti per una rapina in gioielleria, in occasione della quale sarebbe stata utilizzata l’auto del marito della donna. Tra l’altro, durante la telefonata, il finto carabiniere aveva anche declinato compiutamente le generalità del coniuge della vittima.
Rendendo credibile il pretesto e suggerendo alla donna di raccogliere i propri preziosi. In quanto un altro potenziale sarebbe giunto a casa di lì a poco e li avrebbe visionati rapidamente, verificando se facevano parte della refurtiva della rapina. Difatti, poco dopo, nell’abitazione della donna si è presentato il 23enne che, con questo stratagemma, è riuscito a farsi consegnare diversi gioielli del valore complessivo di oltre 5000 euro. L’uomo è stato individuato attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e arrestato dai militari di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina.