La Regione Siciliana accelera sulla realizzazione dei due nuovi termovalorizzatori di Palermo e Catania. I progetti definitivi degli impianti sono stati presentati a Palazzo d’Orléans dal presidente della Regione, Renato Schifani, insieme ai tecnici e ai consulenti che hanno curato il piano. Secondo quanto illustrato durante la conferenza stampa, gli impianti avranno emissioni «tra le […]
Foto di Regione Siciliana
Termovalorizzatori a Palermo e Catania, Schifani: «Inaugurazione entro il 2028»
La Regione Siciliana accelera sulla realizzazione dei due nuovi termovalorizzatori di Palermo e Catania. I progetti definitivi degli impianti sono stati presentati a Palazzo d’Orléans dal presidente della Regione, Renato Schifani, insieme ai tecnici e ai consulenti che hanno curato il piano. Secondo quanto illustrato durante la conferenza stampa, gli impianti avranno emissioni «tra le più basse d’Europa», consentiranno di superare progressivamente il sistema delle discariche e produrranno energia sufficiente al fabbisogno di circa 174 mila famiglie.
Schifani: «Ridurre la Tari e chiudere con le discariche»

«Oggi tagliamo il traguardo di una tappa strategica», ha dichiarato Schifani, definendo il progetto «una svolta storica nella gestione dei rifiuti in Sicilia». Il presidente della Regione ha spiegato che l’obiettivo finale è «arrivare alla riduzione della Tari», garantendo ai cittadini città più pulite e un risparmio concreto sui costi del servizio. Secondo il cronoprogramma annunciato dalla Regione, i lavori dovrebbero essere affidati nella primavera del 2027, con inaugurazione prevista entro il 2028.
Gli aspetti tecnici degli impianti
I progettisti hanno evidenziato le caratteristiche tecnologiche dei due impianti, che avranno una capacità di smaltimento di 600mila tonnellate di rifiuti non riciclabili. Secondo gli ingegneri incaricati, i termovalorizzatori siciliani avranno emissioni di diossina inferiori rispetto agli impianti di riferimento europei, come quelli di Copenaghen e Bolzano. Previsti anche sistemi di recupero e ricircolo delle acque che, stando a quanto illustrato, elimineranno il prelievo da fonti naturali. La Commissione europea, è stato ricordato durante l’incontro, avrebbe già espresso un giudizio positivo sul piano regionale dei rifiuti.