Foto dei comitati civici

Voli militari all’idroscalo di Siracusa? Il sindaco: «Non sarà una nuova Sigonella»

Voli militari all’ex idroscalo Arnaldo De Filippis di Siracusa? Partiamo dalla (momentanea) fine: c’è un documento di meno di un mese fa (precisamente datato 26 marzo) con cui il capo di Stato maggiore dell’aeronautica militare decreta che «sulla piazzola elicotteri del distaccamento aeronautico di Siracusa è autorizzato lo svolgimento dell’attività di volo militare». Un’autorizzazione che ha fatto saltare sulla sedia i comitati cittadini che, già anni fa, hanno iniziato a mobilitarsi per la smilitarizzazione di quel luogo. Un complesso di quasi 40mila metri quadrati in via Elorina, nel cuore del Porto Grande del capoluogo aretuseo. Che, stando a quanto risulta dai documenti, dovrebbe essere di proprietà del demanio militare. «Non stiamo parlando di trasformare quel luogo in Sigonella», risponde a MeridioNews il sindaco di Siracusa Francesco Italia per ridimensionare la questione.

«Un’anacronistica funzione militare»

Un luogo che ha attraversato un secolo di trasformazioni. Da polo dell’aviazione navale a centro logistico. Oggi è un insieme di edifici quasi dismessi. Ma dal rilevante valore storico e architettonico. Tanto che la Soprintendenza di Siracusa ha apposto vincoli che proteggono i manufatti e il paesaggio. Adesso, però, all’ex idroscalo di Siracusa sono stati autorizzati dei voli militari «a vista diurna, limitatamente agli aeromobili di dimensioni uguali o inferiori all’AW-139 (ovvero velivoli di dimensioni medie, ndr)». Un documento – che ha validità triennale – contro cui hanno fatto ricorso al Tar di Catania il Comitato per la rigenerazione urbana, Legambiente e l’associazione Porto di Siracusa Anna Maria Lepik. Realtà che si battono per «la restituzione alla città dell’area dell’ex idroscalo oggi destinata a un’anacronistica funzione militare». O, almeno così sembrerebbe. Anche se c’è una parte del decreto su cui il primo cittadino di Siracusa ha chiesto di saperne di più. E «sto ancora aspettando chiarimenti», assicura.

L’istanza per la smilitarizzazione

Quasi quattro ettari sul lungomare di Siracusa praticamente sprecati. Dal 2019, prende vita l’istanza di smilitarizzazione e restituzione alla collettività dell’ex idroscalo. Nel 2022 il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè apre alla possibilità di una parziale smilitarizzazione. L’anno dopo, il sindaco invia una nota al ministero della Difesa con la proposta di un protocollo d’intesa. «Sono convinto – sottolinea Italia al nostro giornale – che un uso così militarizzato dell’ex idroscalo non è compatibile con le attività di promozione e valorizzazione del territorio». Dopo l’apertura da parte del sottosegretario, «abbiamo chiesto quale fosse il reale fabbisogno e proposto altre aree equivalenti – spiega il primo cittadino -. Ma non abbiamo mai ricevuto risposta».

I voli militari all’ex idroscalo di Siracusa

È piena estate del 2024 quando il ministero della Difesa, tramite la società in house Difesa Servizi Spa, pubblica un avviso esplorativo per la concessione dell’area ai privati a fini turistico-commerciali. Nell’aprile dell’anno successivo, riformula la proposta. Nella nuova scheda tecnica viene ridotta la parte destinata ai privati, ma si introduce «un elemento di allarme per la cittadinanza che – sottolinea a MeridioNews l’avvocato Paolo Tuttoilmondo di Legambiente – arriva come un fulmine a ciel sereno». È la conferma e il potenziamento di funzioni militari operative. Un primo passo verso l’autorizzazione dei voli militari all’ex idroscalo di Siracusa? L’ultimo (almeno finora) è arrivato a marzo con quel decreto. In mezzo c’è anche un viaggio del sindaco a Roma. «Ho fatto un incontro con Difesa Servizi – racconta Italia -. Ed è emerso che non hanno volontà di sdemanializzare l’intera area, ma solo una porzione per uso turistico-ricettivo. Anche in questo caso, ho fatto presente che dovrebbero discuterne con l’amministrazione e il Consiglio comunale». Anche sono per quanto riguarda le questioni di urbanistica.

Le domande senza risposta

La smilitarizzazione di quell’area, inoltre, sarebbe connessa a un progetto di riqualificazione del Waterfront del Porto Grande di Siracusa. Con un concorso già bandito dall’autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Intanto, le associazioni hanno impugnato gli avvisi di Difesa Servizi, fatto ricorso al Tar e lanciato una petizione su Change.org (che si può firmare a questo link). «Il mantenimento di una base elicotteristica o la concessione a resort privati – sottolineano gli attivisti – creerebbe una frattura insanabile nel progetto di continuità urbana». A febbraio il Consiglio comunale ha approvato un atto di indirizzo che impegna il sindaco a opporsi a ogni piano di rilancio militare dell’idroscalo. Sulla questione dei voli militari all’ex idroscalo di Siracusa, resta aperta una domanda. Nella parte finale del decreto, infatti, si parla di «idoneo servizio di emergenza e soccorso». In aggiunta alle funzioni militari? «Proprio qualche giorno fa, ho sentito il generale che si occupa della questione. E mi ha ribadito – assicura il sindaco Italia a MeridioNews – che si tratta solo di elicotteri per soccorso aereo e antincendio».


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