I lavori all’Ars senza numero legale: in ballo il destino degli ex Almaviva e precari Asu

Non c’è pace tra gli ulivi. E nemmeno tra i banchi dell’Ars. Con un’agenda dei lavori che appare sempre più condizionata dalla mancanza di equilibrio della attuale maggioranza di governo. Non più in grado di reggere nemmeno il numero legale per ottemperare ai lavori. Come evidenziato dalle criticità delle ultime sedute dell’aula. Con – in teoria – il voto alla variazione di bilancio, per la cancellazione del debito delle Regioni nei confronti dello Stato, circa le anticipazioni di liquidità. Voto slittato in assenza di un numero sufficiente dei deputati di maggioranza. Elemento non trascurabile, visto che in ballo c’è la ragguardevole cifra di 1,8 miliardi di euro da sbloccare con la parifica del rendiconto 2025. Che potrebbe avvenire entro fine anno. Ma in ballo, tra le pieghe dell’Ars, c’è anche il destino di oltre 600 lavoratori tra ex Almaviva e precari Asu.

In ballo il futuro degli ex lavoratori Almaviva

Un’aula che dovrebbe ripartire dallo stralcio, varato dalla VI commissione Salute, del disegno di legge con le norme ordinamentali escluse dall’ultima Finanziaria regionale. Con anche il compito di dimostrare che il presidente Gaetano Galvagno mantiene la parola data. All’interno, infatti, c’è anche l’emendamento sugli ex lavoratori Almaviva e la promessa di legare le 387 famiglie in attesa di certezza sul proprio futuro lavorativo al numero unico europeo 116-117. Un modello di soluzione targato FdI, la cui costola siciliana ha preso seriamente la possibilità paventata dalla premier Giorgia Meloni di elezioni anticipate nel tardo autunno. Rendendosi disponibile a misure che, indirettamente, aumentino la capacità di raccolta voti. Dando seguito alla possibilità, nata a fine anno, di coinvolgere i lavoratori Almaviva nelle infrastrutture digitali previste per l’abbattimento delle liste d’attesa. Opportunità caduta nel silenzio. E per la quale non basta una firma sul decreto, in assenza di tempistiche certe.

Il dossier aperto sui precari Asu

Così come, a tutt’oggi, il silenzio è piombato sul progetto di digitalizzazione e dematerializzazione della pubblica amministrazione. Tra i dossier aperti, rimane anche quello relativo ai precari Asu. In calendario, infatti, c’è il bilancio consolidato, un provvedimento essenziale per assunzioni e stabilizzazioni. Che garantirebbe ai 259 Asu che svolgono mansioni nei dipartimenti Beni culturali, Tecnico e Infrastrutture di essere assorbiti presso la Servizi ausiliari Sicilia.


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