È stata condannata l’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo a risarcire complessivamente con oltre 760mila euro. Dovrà infatti indennizzare i familiari di una paziente morta nel maggio 2015, all’età di 51 anni, per un’ematoma cerebrale. La sentenza emessa dal giudice Enrico Catanzaro, ha accolto le richieste di risarcimento presentate dal legale del marito e dalla […]
Operata in ritardo muore per ematoma cerebrale, ospedale dovrà pagare 760mila euro
È stata condannata l’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo a risarcire complessivamente con oltre 760mila euro. Dovrà infatti indennizzare i familiari di una paziente morta nel maggio 2015, all’età di 51 anni, per un’ematoma cerebrale. La sentenza emessa dal giudice Enrico Catanzaro, ha accolto le richieste di risarcimento presentate dal legale del marito e dalla figlia della vittima, l’avvocato Raimondo Cammalleti. Il magistrato ha dunque riconosciuto la responsabilità della struttura sanitaria per il ritardo nell’intervento chirurgico d’urgenza. Per il giudice l’intervento sulla paziente doveva essere eseguito immediatamente.
La donna, nella notte tra il 12 e il 13 aprile 2015, ebbe un violento dolore alla testa, accompagnato da difficoltà nel parlare e da movimenti scoordinati. Trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Villa Sofia, le venne diagnosticata un’emorragia cerebrale. La massa ematica aveva raggiunto i 5,5 cm di diametro. Nonostante la gravità del quadro clinico e lo stato di coma della paziente, l’intervento chirurgico venne eseguito solo alle 11 del mattino successivo. Quindi con un ritardo di oltre sette ore rispetto a quando – secondo i consulenti tecnici – avrebbe dovuto essere effettuato, cioè immediatamente dopo la Tac. La paziente è morta il 2 maggio 2015, dopo settimane di agonia.