Picchia figlio col cucchiaio, assessora avvia indagine interna sui servizi sociali

«Sento il dovere di rispondere con la massima trasparenza su presunte segnalazioni inascoltate risalenti alla scorsa estate». Lo ha detto l’assessora ai Servizi sociali del comune di Catania, Serena Spoto. È stato, infatti, documentato che nel mese di luglio si fosse verificato un episodio nel quale il minore era stato trovato solo in strada e che, a seguito di ciò, la Procura per i minorenni avesse richiesto un monitoraggio.

«Non intendiamo nasconderci dietro alcun alibi e stiamo verificando con estremo rigore perché quel monitoraggio non abbia prodotto gli effetti attesi e perché la situazione sia degenerata fino a questo punto» ha dichiarato ancora l’assessora Spoto sui rilievi della Procura per i minorenni sulla mancata attivazione del monitoraggio della famiglia dell’undicenne picchiato con un cucchiaio di legno del padre, che gli urla io sono il tuo padrone, con il video dell’aggressione diventato virale sui social.

Avviata indagine interna

«La cittadinanza – ha aggiunto Serena Spoto – ha il diritto di sapere se vi siano stati vuoti o disfunzioni nel sistema di protezione. Proprio per questo insieme al sindaco Trantino abbiamo già disposto l’avvio di una puntuale indagine conoscitiva interna per accertare ogni singola responsabilità. Saremo inflessibili e, qualora emergessero negligenze o mancanze professionali, l’amministrazione adotterà senza esitazioni i provvedimenti necessari. La fiducia nei Servizi sociali si costruisce sulla responsabilità e non sul silenzio».

«Parallelamente all’accertamento dei fatti – ha annunciato l’assessora – stiamo già intervenendo sul piano organizzativo. Ho firmato un atto di indirizzo politico vincolante che istituisce un Tavolo tecnico permanente alla direzione Famiglia e Politiche sociali. La prima riunione è fissata per il 14 gennaio e coinvolgerà i vertici della direzione, i responsabili della pianificazione dei fondi e i coordinatori dei servizi per i minorenni. Non è un’iniziativa formale – ha sottolineato Laura Spoto – ma di un organismo operativo chiamato a definire linee strategiche che diventeranno istruzioni obbligatorie per tutto il personale. L’obiettivo è chiaro e necessario: azzerare i tempi di latenza».


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