Finanziaria 2025, defenestrato il governo Schifani: focus Scuola negli emendamenti approvati e bocciati

C’è un nuovo sceriffo in città. O meglio, c’è (forse) una nuova maggioranza all’Ars. Ed è quella che sta facendo approvare gli emendamenti dell’opposizione e bocciare quelli proposti dal governo. Sì, perché durante la seduta dell’Assemblea regionale siciliana, convocata per il voto della legge Finanziaria, il governo di Renato Schifani è andato sotto e scivola sulla buccia del settore Scuola. Ripetutamente. Nulla di nuovo sotto il sole, comunque. Perché il motivo ha una serie di nomi e cognomi. Quelli dei franchi tiratori che, approfittando dell’anonimato, stanno, colpo dopo colpo, affossando l’idea originale del governo. Punzecchiati e incitati dalle opposizioni, durante le due sedute per la discussione della legge. Una Finanziaria, quindi, in progress. Oggetto di una lunga – e lenta – rilettura con modifiche strutturali.

Emendamenti approvati e bocciati: focus scuola

Nella seduta di ieri è passato il voto su emendamenti di peso alla Finanziaria, proposti dal M5s soprattutto su scuola ed edilizia scolastica. È stato bocciato, con 33 voti contro 22, l’emendamento del governo alla legge di Bilancio che stanziava per il 2026 un milione di euro a favore delle scuole pubbliche, a fronte del milione e 300 mila euro previsti per le scuole private. «Per le attività relative all’istruzione ricorrente e alla sperimentazione nelle scuole di ogni ordine e grado». Altro emendamento, sempre proposto dal M5s, approvato è quello che stanzia 500mila euro per la piccola manutenzione nelle scuole siciliane. È stato approvato, sempre grazie al voto segreto, un emendamento al Bilancio che incrementa di nove milioni in totale il finanziamento dei piani di edilizia scolastica previsti dalla legge del 1996. Si tratta di 3 milioni in più all’anno per le scuole siciliane per i prossimi tre anni.

La nuova geografia dell’Ars

All’esecutivo di Schifani non rimane che prendere atto della sua fragilità. Una fragilità che sta costando al governo non tanto le brutte figure che sta collezionando, ma lo stesso impianto della legge. Se le sedute, quella di oggi e quelle dei prossimi giorni, continueranno con questo tono, è evidente che la débâcle del governo non sarà circoscrivibile. Forse riuscirà ad evitare il ricorso all’esercizio provvisorio e la conseguente possibilità che sia nominato un commissario straordinario. Ma, certamente, si troverà tra le mani un documento programmatico che non rappresenta l’impianto originario. E, forse, che non sarà in grado di alimentare gli appetiti della coalizione di governo e dei suoi deputati.


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