Tensione in Forza Italia all’Ars: Tomarchio batte libero contro la Lega, Pellegrino risponde

Schermaglie dentro Forza Italia all’Ars: con il deputato Salvo Tomarchio che batte libero e il collega Stefano Pellegrino che lo richiama all’ordine. In una recente intervista al Quotidiano di Sicilia, Tomarchio, deputato regionale forzista, ha ribadito, a nome del partito di cui fa parte, che non c’è nessuna disponibilità alla eventuale candidatura di un governatore leghista per la Sicilia. «Salvini – dice Tomarchio – farebbe a preoccuparsi di ciò che accade a casa propria. Dovrebbe vedere come perde voti in termini assoluti ovunque, in tutta Italia. Anche lui, come Carlo Calenda, non ne sta indovinando molte. La Sicilia non avrà mai e poi mai un governatore leghista». Continuando con la più classica considerazione sull’avere un partito che «è sempre la Lega Nord» nel governo siciliano. «Va bene all’interno di una coalizione variegata e larga – continua -. Ma i siciliani non voteranno mai un presidente della Lega e il centrodestra, maturo e intelligente, lo sa».

La smentita dei colleghi di Forza Italia

Il leader della Lega Matteo Salvini

A frenare e richiamare all’ordine Tomarchio ci ha pensato Stefano Pellegrino, presidente dei deputati di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana. «È utile e opportuno precisare che le dichiarazioni rilasciate dal collega Salvo Tomarchio, rispetto ai rapporti con la Lega, sono dichiarazioni del tutto personali. Che non rappresentano la posizione del gruppo parlamentare né quella del partito a livello regionale – ha dichiarato Pellegrino -. Rispettiamo, ovviamente, l’assoluta libertà di espressione dei componenti del nostro gruppo. E crediamo sia superfluo precisare che la linea politica di Forza Italia a livello regionale è da sempre improntata al massimo dialogo, collaborazione e rispetto con le forze politiche che compongono la maggioranza a sostegno del governo di Renato Schifani. Anche con la Lega prosegue e proseguirà questa collaborazione ad ogni livello. Nel percorso di risanamento e rilancio della Sicilia, dell’economia e dei servizi che siamo chiamati a dare ai nostri concittadini».

Attorno a Schifani, ognuno per sé

Volano, quindi, gli stracci all’interno del partito del presidente della Regione Renato Schifani. Ma, soprattutto, sembra che in questo momento non esista un pensiero unico. E, forse, il governatore non riuscirà a succedere a se stesso, com’è intenzionato a fare, in vista delle elezioni Regionali 2027. Lega o non Lega. Mentre martedì è atteso in aula per la mozione di sfiducia nata dalle opposizioni, ma alla ricerca di firme tra la maggioranza, le avvisaglie di una lotta intestina ci sono tutte. E sarà meglio controllare bene tra i regali di Natale – con la Finanziaria a cui ancora va messo il fiocco – o in mezzo al carbone della Befana.


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