Rete ospedaliera e Ccpm di Taormina: la Cisl lamenta poco confronto

«Con i sindacati c’è stato un unico incontro sul piano di riorganizzazione della rete ospedaliera. Troppo poco per parlare di un percorso di concertazione e confronto, come invece si legge nella delibera approvata dalla Giunta di Governo. Faremo sentire comunque la nostra voce rispetto a scelte che non ci convincono appieno e che potrebbero avere un impatto negativo sui lavoratori e sui cittadini» hanno lamentato Cisl, Cisl Fp e Cisl Medici Sicilia, accodandosi così al coro negativo sollevato già dai sindaci dell’isola, secondo cui l’assessorato alla Salute si sarebbe limitato a fare vedere loro il documento e chiedere la firma, senza ascoltare alcuna rimostranza.

Ma uno dei principali tasti dolenti per tutti è il futuro della Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina, per cui al momento si prospetta un declassamento da Unità Operativa Complessa (UOC) a Semplice (UOS), una diminuzione dei posti letto da 12 a 8 e l’accorpamento amministrativo all’ospedale Papardo di Messina. Eppure, le famiglie ed i professionisti del Ccpm del San Vincenzo di Taormina, a luglio sono stati invitati in Commissione Sanità all’Ars ed in questa sede era stato garantito loro che la struttura sarebbe stata mantenuta e preservata.

«La soluzione che ci è stata prospetta il 18 luglio all’Ars non è coerente con quanto inviato al Ministero della salute – precisa Nino Alibrandi, segretario generale della Cisl di Messina-. Inoltre, questa situazione dello Spoke a Taormina è presentata, secondo me, anche in modo poco gradevole per i professionisti che ci sono già in loco da tempo, creando così le condizioni affinché chi garantisce l’eccellenza qui, cioè il Bambin Gesù di Roma, sia spinto ad andare via ».

«Si interviene su una struttura sanitaria quando non funziona bene o ci sono problemi, non si toccano le eccellenze. La fretta non è mai una buona consigliera – sottolineano ancora i segretari generali di Cisl Sicilia, Cisl Fp Sicilia e Cisl Medici Sicilia – tanto che, a fronte di alcuni aspetti positivi della rete ospedaliera, ce ne sono altri negativi, rispetto ai quali avremmo espresso il nostro parere e anche le nostre proposte correttive se avessimo avuto l’opportunità di farlo. Ma supereremo questo gap di dialogo facendo sentire comunque la nostra voce e faremo valere le ragioni delle persone che rappresentiamo».


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