Foto di Filippo Manzini (dal Teatro Stabile di Catania)

Teatro Stabile di Catania: Giorgetti è il nuovo direttore. Uno che ne sa di teatro e pure di conti

Prima che da drammaturgo (un mestiere che svolgo insieme a tanti altri, compreso il contadino, l’eremita e l’esperto di spinterogeni) parlo da catanese con la nnocca. E devo ringraziare la sindaca di Firenze, Sara Funaro, per il suo colpo di mano che ha portato alla direzione del teatro La Pergola lo sparracino (trad. logorroico, trad. della trad. teatro di parola, tipo podcast dal vivo) e il regalo di Marco Giorgetti (uno che non solo conosce il Teatro, ma sa anche fare di conto ed è uno dei pochi che riesce a fare avere a un teatro un respiro internazionale) come nuovo direttore dello Stabile di Catania. Un retroscena, altrimenti che scrivo a fare: pare, si dice, si mormora, che Rita Gari abbia da tempo ammirazione per Marco Giorgetti, soprattutto perché sa fare quadrare i conti.

Cosa non solo importante , ma di più (con gran sollievo, immagino, del cda che non dovrà sopperire ai conti sbagliati altrui). Insomma, mai lo avrei immaginato, ma devo dire grazie a Massini e a tutti i suoi fans (trad. antinfiammatori non steroidei, utili anche in caso di infiammazione alle balle) per questo gradito dono del nuovo direttore dello Stabile (noi il Teatro di Catania lo chiamiamo Stabile, anzi Stabbbile).

P.s. Si dirà. Ottavio Cappellani tiene il corso di drammaturgia dello Stabbbile e metterà in scena (alla Sala Futura, a gennaio) la sua riscrittura e adattamento di RUR. Per cui è di parte.
A parte il fatto che io sono di parte dalla mia parte, come voi.
1) Il corso di drammaturgia ha avuto circa 90 richieste di adesione e ne abbiamo dovuto sceglierne 15.
2) Era gratuito per i selezionati grazie alla sinergia con il quotidiano La Sicilia.
3) L’idea è stata mia e ringrazio il Teatro Stabile, il sindaco Enzo Trantino e Antonello Piraneo che, con questa sinergia ,(brutta parola, lo so, poi ne cerco un’altra migliore, adesso non posso che ho dispersione elettrica qui all’eremo in campagna e stanno cambiando i cavi) hanno reso possibile la gratutità del corso.

4) I corti teatrali scritti durante il corso sono pubblicati ogni domenica su La Sicilia, quindi potete giudicarli e mi pare siano tutti di una qualità inaspettata e sorprendente – merito degli allievi).
5) RUR andrà in tournée e ancora si deve fare la prima, segno che altri teatri hanno capito l’importanza dell’operazione: mettere in scena il primo testo sull’intelligenza artificiale e sulla rivolta di questa contro il proprio creatore, scritta dal profetico Karel Kapeck, nel 1920, e che in Italia è apparso brevemente negli anni Trenta del secolo scorso per poi inabissarsi. Tournée non dico procurata da me, ma dovuta alla sensibilità di chi vuole il mio testo (è una totale riscrittura alla luce degli sviluppi contemporanei dell’intelligenza artificiale).

Per cui, come sempre, non devo niente a nessuno e sono semplicemente felice perché in passato lo Stabile è stato fogna di invidie, interessi personali, posizioni di potere di questa gran stracoppolazza di minchia odorosa (citazione da Shakespeare: «Pump my Flower»), fottutine, corna, scippi con le vespe portate forte, e tutto il cucuzzame del genere.
Detto questo, insieme alle mie felicitazioni per un Teatro finalmente serio, mando un in bocca al lupo a Giorgetti. E un merda, merda, merda.

P.s. 2 Poi se c’è qualcuno che vuole dire che è stata una operazione politica della destra, mandatelo che gli spiego due cose. Anche se né Giorgetti né Gari hanno bisogno delle mie difese e, soprattutto, ciao core, gli attori e i registi siciliani li conosco. Molti li vedo in giro col fez di giorno (e con la kefiah di sera quando vanno a fare gli intellettuosi nei pub uacciuari).


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