Servizio Metromare, l’unica offerta da Ustica Lines Dovrà garantire almeno 16 corse al giorno

Una sola offerta, al tavolo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per la gestione del traghettamento veloce tra Messina e Reggio Calabria: quella della Ustica Lines. È scaduto lo scorso 30 marzo il termine per la presentazione delle offerte per il cosiddetto servizio Metromare. Un appalto di 36 mesi con un importo a base d’asta di 21 milioni 25mila euro, Iva esclusa.

Il disciplinare prescrive che la frequenza minima giornaliera non dovrà essere inferiore a 16 coppie di corse nei feriali e 6 nei weekend e nei festivi. Per coppie si intendono l’andata e il ritorno. Previsto l’impiego di almeno due unità veloci (monocarena, aliscafo o catamarano) capaci di andare ad almeno 28 nodi e di trasportare non meno di 350 passeggeri. Oltre a un mezzo veloce con una capacità non inferiore ai 200 passeggeri. Le imbarcazioni non devono avere più di 25 anni di vita.

Il disciplinare prevede un’opzione per il prolungamento del servizio per altri 12 mesi, capace di far lievitare il valore dell’appalto fino a 28 milioni 31mila euro.

Vicenda quanto meno complessa, quella del traghettamento veloce nello Stretto di Messina. Dopo la scadenza del servizio, lo scorso 31 dicembre, nella legge di stabilità sono stati stanziati, con moltissima fatica, 30 milioni di euro per l’indizione di una nuova gara. Un prezzo alto se si pensa che la contropartita è stata il tentativo di Ferrovie dello Stato di abolire quasi tutto il contingente dei treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia, a partire dal prossimo giugno. Progetto rinviato a dopo il 2015, a seguito della reazione dei sindacati e del comitato popolare #ilferribottenonsitocca.

L’espletamento di una nuova gara ha convinto Ustica Lines, storico gestore dei collegamenti veloci sullo Stretto, a proseguire in regime di proroga. Non senza riflessi sul fronte occupazionale, con il vettore che all’inizio dello scorso marzo, contravvenendo agli accordi precedentemente presi, ha licenziato 26 dei 57 lavoratori impegnati nel servizio, ritenendo insostenibili i costi della proroga in vigore sempre fino al prossimo giugno.


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