La storia di Franco, 30 anni di dipendenza dalla cocaina a Gela. «Non voglio smettere, questa è la mia vita»

Gela, in provincia di Caltanissetta, non è più solo una piazza di spaccio. È un vero e proprio crocevia del traffico di droga in Sicilia, un punto strategico in cui il mercato degli stupefacenti cresce senza freni. Cocaina, crack, hashish, marijuana: le sostanze si trovano ovunque, a prezzi sempre più bassi, alla portata di chiunque. E mentre le forze dell’ordine tentano di arginare il fenomeno – è di ieri la notizia di un’operazione antidroga con 13 indagati la domanda continua a crescere. Per capire fino a che punto la droga è entrata nella quotidianità di questa città abbiamo raccolto la testimonianza di Franco, 50 anni, dipendente dalla cocaina da oltre tre decenni. Franco è un uomo che non cerca redenzione, ma che conosce meglio di chiunque altro il sistema che lo ha inghiottito.

«Se avessi voluto smettere, lo avrei fatto tanto tempo fa – racconta a MeridioNews da dietro il cappuccio con cui nasconde la sua identità – Ma la verità è che non voglio: questa è la mia vita». Franco ha vissuto l’evoluzione del traffico di droga sulla propria pelle. Negli anni Novanta era un imprenditore di successo e la cocaina era un lusso per pochi. Oggi, invece, sembra essere diventata una merce di largo consumo. «Una volta la coca era roba per ricchi, oggi la usano pure i ragazzini. Io la pagavo cara – dice l’uomo – ma almeno sapevo cosa stavo prendendo. Adesso? Con 15 euro ti fai una striscia, con 12 compri una dose di crack. È come il pane, la trovi dappertutto». Le mini dosi da 0,2 grammi, i cosiddetti pippotti, sono pensate per creare dipendenza e per fidelizzare i consumatori. Il risultato? Sempre più giovani si avvicinano alla droga, senza nemmeno rendersi conto del pericolo. «Basta avere i soldi – dice Franco – Se non ce li hai oggi, paghi domani».

Ma non è solo l’accessibilità alla cocaina a essere cambiata: anche la qualità è precipitata. Le sostanze che circolano oggi sono tagliate con prodotti tossici che mettono a rischio la salute dei consumatori. «Dentro ci mettono di tutto: levamisolo, caffeina, lattosio – spiega Franco – Ma anche detersivi e ammoniaca. Ti brucia lo stomaco, ti manda in tilt la testa. Ti fa male subito, ma dopo cinque minuti ne vuoi ancora». La cocaina di oggi non è più solo una droga, ma un cocktail chimico potenzialmente letale. Gli effetti collaterali sono sempre più gravi: tachicardia, svenimenti, allucinazioni. Le strutture sanitarie locali segnalano un aumento preoccupante dei ricoveri per intossicazione e per psicosi da cocaina. Ma dove si compra la droga a Gela?

Non servono angoli nascosti o periferie degradate: lo spaccio è alla luce del sole. I punti di vendita sono ovunque: la scalinata di via Morello – a due passi dal corso principale, frequentato da famiglie e da bambini – i vicoli del centro storico e i locali della movida. Gela è una città in cui basta fare una telefonata o avvicinarsi alla persona giusta per avere una dose in pochi minuti. E il sistema è organizzato alla perfezione. «La roba gira ovunque – dice Franco al nostro giornale – Se voglio una dose, la trovo in dieci minuti. Nessuno si nasconde più, tanto è tutto sotto controllo». Per chi entra in questo vortice uscirne è quasi impossibile e Franco lo sa bene. Ha perso tutto: soldi, lavoro, famiglia. Eppure il pensiero di smettere non lo sfiora. «Non li conto più i soldi che ho buttato – ci dice – Ma quando sei dentro non ci pensi. Pensi solo alla prossima dose». E mentre le vite dei consumatori si sgretolano il mercato prospera.

Le comunità terapeutiche e il Servizio per le dipendenze (SERD) confermano un dato allarmante: l’età media dei consumatori si sta abbassando. Sempre più adolescenti fanno uso di crack e di cocaina, e sempre più ragazzi finiscono in ospedale per crisi psicotiche o per overdose. I numeri parlano chiaro: a Gela la droga è un’epidemia silenziosa che colpisce trasversalmente ogni fascia sociale. Prima di lasciarlo andare chiediamo a Franco cosa potrebbe spingerlo a smettere. «Non lo so. Forse se l’effetto della coca durasse per sempre». Per i più giovani, che si avvicinano alla cocaina per la prima volta, il futuro è ancora tutto da scrivere. Per Franco, forse, è già troppo tardi.


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