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Il nuovo campus di Unict in un appalto da 20 milioni di euro. Alloggi, mensa e palestra nell’ex ospedale Ascoli Tomaselli

L’università di Catania ha pubblicato il bando di gara per la realizzazione del campus universitario che verrà realizzato nell’ex ospedale Ascoli Tomaselli di via Passo Gravina, nei pressi della cittadella. Il bando, che vale 20 milioni di euro, ha come obiettivo quello di trasformare radicalmente la struttura, ormai in abbandono. Il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso e gli interessati avranno tempo per presentare le offerte fino a mezzogiorno del 26 luglio prossimo. L’apertura delle buste, in forma telematica, avverrà invece tre giorni dopo la scadenza del termine per la presentazione. Il tempo utile per fornire i lavori ultimati è stato stabilito, secondo quanto si legge nel disciplinare di gara, in 26 mesi e 15 giorni.

«Il plesso è di circa 12mila metri quadrati di superficie e 42mila metri quadrati di cubatura e si presta, previa una imponente riqualificazione edilizia in scala generale alla realizzazione di 250 posti alloggio», si legge in un verbale del consiglio d’amministrazione dell’università etnea datato 30 maggio 2024. Il campus, che secondo il progetto verrà dotato di camere singole e doppie, avrà una serie di servizi correlati. Tra questi vengono elencati quelli culturali e didattici, come aule studio, sale riunioni e una biblioteca. Previsti anche quelli di tipo ricreativo. Nello specifico si tratta di una emeroteca, delle sale video, internet e musica. Infine i cosiddetti servizi di supporto, quali lavanderia, depositi per biancheria, stireria, mensa, spazi per la consumazioni dei pasti e una mensa. Gli alloggi saranno dislocati su più livelli, ossia seminterrato, terra, primo e secondo piano.

Gli spazi collettivi, compresa una palestra, però verranno dislocati al terzo piano. «In totale si realizzeranno – si legge nei documenti della gara d’appalto – 69 posti letto in stanze singole, 15 posti letto in stanze singole per utenti con disabilità fisiche e sensoriali e 83 posti in stanze doppie». Fondamentale anche gli interventi edilizi per adeguare una struttura vecchia alle sue nuove funzioni. Per questo motivo saranno riprogettate le scale di collegamento tra i vari piani, inseriti nuovi ascensori e l’intero complesso sarà miglioramento in chiave anti sismica. «Prevista la realizzazione di un impianto fotovoltaico per garantire una significativa attenuazione dei consumi di energia elettrica dello stabile», continua il documento in cui vengono elencate le caratteristiche del progetto.

L’edificio, che durante la pandemia è stato trasformato in hub per i tamponi anti Covid-19, è entrato a fare parte del patrimonio dell’ateneo di Catania dopo la firma di una convenzione con l’azienda ospedaliera Arnas Garibaldi. L’accordo prevede il comodato d’uso per una durata di 50 anni. L’effettivo possesso dei locali da parte dell’università è già avvenuto l’8 febbraio scorso, giorno in cui è avvenuta l’ammissione al cofinanziamento ministeriale dell’opera. Sorto agli inizi del Novecento come clinica privata (La Quisisana), negli anni Sessanta l’immobile è stato trasformato in sanatorio provinciale e ospedale pluridisciplinare Maurizio Ascoli, a seguito della fusione con il confinante ospedale Tomaselli. Dismesso e in parte vandalizzato, l’immobile di proprietà dell’Arnas Garibaldi, nel 2013, era stato destinato a diventare la cittadella giudiziaria.  


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