Rifiuti: una proposta per risolvere il problema coinvolgendo i Comuni e i cittadini

da Alfio Di Costa
di #InsiemesiPuò
riceviamo e volentieri pubblichiamo

Amiche ed Amici, come ben sapete mi sono candidato alla Presidenza della Regione. Questa è una candidatura di Amore per la mia terra è una candidatura di Servizio per cambiare questo stato di degrado insopportabile.

Oggi Vi proporrò una soluzione su uno dei temi più controversi non solo in Sicilia, ma in Italia. La gestione dei rifiuti. Credo che in Sicilia uno dei temi che bisogna affrontare al più presto è il tema dei rifiuti. Abbiamo sotto gli occhi il fallimento degli ATO, usati dai politici come stipendifici per i loro accoliti.

Chi scrive non crede alle nuove Società SRR (Società Regionale dei Rifiuti) con competenze di ambito. Credo che l’ex assessore regionale, Nicolò Marino, voleva affrontare la grave situazione rifiuti in Sicilia. Aveva pensato di responsabilizzare i Sindaci. Siamo ancora fermi in ogni caso ed i problemi si aggravano.

Credo il tema di questi ultimi anni è “gestione dei rifiuti”. Ci siamo finalmente resi conto che il sistema discarica non ci porta da nessuna parte. Nessuno può lavorare di fantasia in questo settore, anche se c’è stato chi avrebbe voluto buttarli a mare o mandare i rifiuti nello spazio, ma questi sono stati e sono i nostri politici. Ma noi dobbiamo pensare a soluzioni che rispettino l’ambiente e siano sostenibili economicamente. Unica soluzione è fare un serio piano di gestione dei rifiuti che parte da due presupposti: riduzione dei rifiuti alla fonte e gestione sostenibile di quello che non è possibile non buttare.

Quindi cercare di mandare in discarica il meno possibile, riciclare il riciclabile e cercare di trasformarlo in valore. Per far questo credo sia improcrastinabile che la Regione debba avere un Ufficio centrale dove vengono fissate per legge regole fisse per tutti i Comuni, con decadenza per i Sindaci che non rispettano le stesse regole. Pertanto è necessario obbligare i Comuni alla raccolta differenziata.

Nessun Comune può scendere sotto il 50 % iniziale della differenziata fino ad arrivare al 70% in 3 anni. Fissare costi unici per quanto conferito e per quanto consegnato per essere trattato. Credo una soluzione importante e fattibile per molti Comuni siciliani riguarda anche l’ultima parte dei rifiuti. L’ultima parte dei nostri rifiuti è rappresentata dalla parte umida della raccolta differenziata, ovviamente per quanto riguarda i Comuni che l’hanno avviata.

Come trarre vantaggio da questa parte di rifiuto che fino ad oggi ha rappresentato un costo per le Amministrazioni? In questo settore ne abbiamo sentite e ne continueremo a sentire, anche perché siamo in grande evoluzione. Chi scrive non crede che l’unico modo è quello di produrre energia con la parte umida della raccolta differenziata. Credo che bisogna procedere con alternative molto più sostenibili, utili allo stesso modo per chiudere il ciclo dei rifiuti ed è inoltre estremamente vantaggiose per la Amministrazioni locali e regionali.

Sappiamo sulla nostra pelle che il conferimento della parte umida è molto gravosa per i Comuni in quanto va portato in discarica entro 48 ore a causa della sua rapida decomposizione. Anche se spesso abbiamo assistito a fenomeni vergognosi di non raccolta dei rifiuti con conseguenze negative per le cittadinanze che le hanno dovute subire. Questo determina un regime di costi molto elevato che comprende, oltre che il costo del conferimento, anche i costi di personale, mezzi, carburanti e traffico veicolare. Il costo stimato per questo conferimento può arrivare in alcuni Comuni a sfiorare i 200 Euro a Tonnellata.

Considerando che l’organico ha un alto peso specifico e quindi in percentuale rappresenta una frazione del 30/40% circa sul totale dei rifiuti prodotti, è semplice capire come vada applicata una diversa gestione e come vadano individuate soluzioni che ne valorizzino il contenuto e ne riducano costi di smaltimento.

Come dicevo prima, un metodo applicabile in molti Comuni che potrebbe risolvere il problema, senza spendere un centesimo, ma anzi risparmiando molte migliaia di euro ogni anno è quello del compostaggio. Quindi possiamo trasformare i rifiuti in risorsa senza inquinare l’ambiente e l’aria. Si possono proporre ai Comuni ed ai propri residenti due forme di compostaggio aerobico e naturale. E cioè:

il compostaggio domestico, per chi ha giardini in cui poterlo ospitare;

oppure il compostaggio di comunità: chi non ha terreno conferisce l’umido in appositi sacchetti che vengono portati dagli operatori in un Eco-centro che lo tratterà in una macchina che accelera il naturale processo di compostaggio, in modo non aggressivo per l’ambiente e per la salute dei cittadini; cosa, questa che permette anche di produrre un compost di qualità da utilizzare per le colture.

Credo che si potrebbe pensare ad impianti di Comunità per quasi tutti i Comuni siciliani sui 15 mila abitanti con risparmi notevolissimi sui costi.

Questi impianti potrebbero essere co-finanziati dalla Regione mediante i fondi europei che servirebbero a realizzare dei sistemi di compostaggio di comunità, intesi come “soluzione strutturale e definitiva” al problema della gestione del rifiuto organico proveniente da sistema di raccolta domiciliare differenziata.

A questo punto al politico rimangono soltanto le Comunità più ampie e faccio come esempio Palermo, città che potrebbe conferire il proprio umido a livello di comunità (ospedali, caserme, scuole etc.) e suddividersi in Municipi per poter intraprendere la strada di trattare i rifiuti in maniera sostenibile.

Credo di aver indicato una strada, sono certo che non è l’unica percorribile, ma è quella che attuerei se io domani fossi il Presidente della Regione siciliana. Questa è una strada semplice, le soluzioni ci sono, sono percorribili e vantaggiose. Basta metterle in atto.

Pertanto avete capito che mi sta a cuore l’ambiente e le Comunità, grandi e piccole. Credo che il cambiamento deve essere culturale se vogliamo riprendere la strada verso il Futuro e lasciare ai nostri figli la nostra Isola non distrutta in ogni sua parte, ma migliore di come è adesso. Credo che cambiare è possibile.

Credo che cambiare sia doveroso. Insieme si Può Cambiare la Sicilia e Cambiare la Politica. #InsiemesiPuò


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