Cna: “La politica tutela precari e assistenzialismo mentre le imprese muoiono”

‘In Sicilia nei primi sei mesi del 2014 si sono persi nelle sole imprese artigiane quasi 4.000 addetti, ma governo e deputati sembrano non accorgersene e nella manovra-ter continuano a tutelare precariato e assistenzialismo”. La denuncia è di Mario Filippello, segretario regionale della Cna Sicilia (Confederazione nazionale dell’artigianato e della pmi), che punta il dito contro la manovra ter in esame all’Ars e snocciola qualche numero:

”In base agli ultimi dati delle nove Camere di Commercio della Sicilia – dice – le imprese artigiane passano da 80.115 a 78.488: in totale 1.727 imprese cancellate. Considerando che ognuna conta in media 1.5 dipendenti, se a questi si sommano i titolari, si arriva a circa 4.000 persone a che escono dal mercato del lavoro, silenziosamente, senza interesse della classe politica, della stampa o dell’opinione pubblica”.
In buona sostanza e non a torto, per la Cna “si continua a tutelare lavoro improduttivo e assistenzialismo, mentre le imprese chiudono anche a causa del fatto che la Regione non eroga i contributi previsti dalle sue stesse leggi. Un caso emblematico- aggiunge Filipello –  è quello dei lavoratori assunti con contratto di formazione lavoro in base all’articolo 10 della legge regionale 27 del 1991: il contributo previsto dalla Regione non è mai arrivato nonostante una legge regionale, una sentenza della Corte di Cassazione sull’ammissibilità del contributo e una sentenza della Corte di Giustizia Europea, che hanno sancito il diritto irrinunciabile delle imprese.
”Tra sabato e domenica in commissione Bilancio all’Ars – conclude Filippello – governo e deputati hanno bocciato l’emendamento che prevedeva il pagamento del contributo, seppur con anni di ritardo. Ci aspettiamo che il parlamento ripari a questo ulteriore danno e voti un emendamento in aula, altrimenti le migliaia di imprese artigiane interessate saranno costrette a ricorrere ad una ‘class-action’: perché una Regione che non rispetta le sentenze dei tribunali, è una Regione nella quale non vi è legalità”.


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